lunedì 30 novembre 2009

GHEE



Ieri nei commenti milla mi chiedeva come fare il ghee in casa, e dato che oggi è anche l'ultimo giorno utile per partecipare al contest di Sandra e delle fattorie fiandino, non potevo non dedicargli un post! In realtà avrei voluto farci la pasta sfoglia e partecipare con quella, ma, si sa, il casino di quelli che fanno tutto all'ultimo momento, è che arriva puntualmente qualcosa a rovinare i loro piani... così oggi tra asili, pediatri, varie ed eventuali, sarà alquanto difficile riuscire a trovare il tempo anche per la sfoglia!


Il ghee è burro chiarificato e viene utilizzato prevalentemente nella cucina indiana ( ad esempio per fare il chapati ;)), è più grasso del burro normale (al contrario di quello che si legge spesso in giro sul web) in quanto durante la preparazione dal burro vengono eliminate le proteine ed il lattosio (per cui può essere utilizzato anche da chi è intollerante al lattosio) lasciando solo la parte grassa. Nonostante questo è un tipo di grasso più "sano", perchè molti degli acidi grassi saturi che contiene sono a catena corta e quindi vengono utilizzati immediatamente dal nostro corpo a scopi energetici e non vengono immagazzinati. E' quindi di facile assorbimento e digeribilità , più di qualsiasi altro tipo di grasso utilizzato in cucina.
Essendo più grasso del burro di solito nelle preparazione se ne utilizza la metà rispetto al quantitativo di burro indicato, inoltre si conserva anche fuori dal frigo fino a tre mesi, quindi se avete intensione di farlo, abbondate pure!). E' particolarmente indicato per friggere perchè ha un punto di fumo molto elevato, per cui non brucia facilmente come l'olio o il burro.
Il ghee è tenuto molto in considerazione dalla medicina Ayurvedica che lo utilizza sia nella preparazione di cibi che di medicine. Esistono diversi tipi di preparazioni nel mondo che assomigliano a quella del ghee, ad esempio lo Smen marocchino, burro di capra o pecora aromatizzato e poi fatto bollire per purificarlo, o il beurre noisette francese.

COME FARE IL GHEE:

Ovviamente per una preparazione come questa è indispensabile che il burro di partenza sia di ottima qualità, migliore sarà il burro, migliore il vostro ghee, quindi dato che a quanto pare il burro 1889 delle fattorie fiandino è al top, sarebbe bello provare con quello! (Io non l'ho assaggiato ma ne hanno parlato in così tanti che sono curiosa!)

Prendere il burro (io ne ho usati i 300 gr. che avevo) e metterlo in un pentolino a bagnomaria. Accendere il fuoco bassissimo (l'acqua nella pentola non deve mai bollire). Farlo cuocere per un'ora e mezza circa. In realtà non c'è modo di sapere esattamente quando tutta l'acqua è evaporata, ma tradizionalmente si fa così quindi fidiamoci della tradizione ;)! Quello che accadrà è che l'acqua evaporerà, in superficie comparirà una schiumetta che dovrete eliminare con una schiumarola, e sul fondo si creerà una sorta di crosticina dorata (trattasi della caseina affondata!). Dopo aver fatto cuocere il burro per il tempo necessario, dovrete filtrarlo. Io ho messo una garza in un colino a maglia fine e l'ho filtrato 2 volte per far sì che fosse completamente limpido.
Questo è come appare dopo averlo filtrato una volta, quella posa in basso si elimina con il secondo filtraggio.



A questo punto fatelo rapprendere ed usate a vostro piacimento! Il sapore è diverso da quello del burro, più noccioloso, particolare, decisamente buono!
Eccolo qui:

sabato 28 novembre 2009

CHAPATI... LA MIA SALVEZZA!

Vi capita mai di aver preparato una bella cena, curando tutti i particolari per poi rendervi conto al momento di apparecchiare, quando sicuramente tutti i negozi hanno chiuso, di esservi scordati il pane? Beh a me almeno una volta a settimana!!! Invece di andare nel panico fate come me... un paio di chapati al volo, tanto scelte non ce n'è, i negozi sono chiusi, mettersi a fare il pane è assurdo perchè tanto non avrà mai il tempo di lievitare, quindi non vi resta che questo... velocissimo, niente lievitazione ed è molto più buono di quello che si pensi!
Il chapati è il pane forse più mangiato in India e nel sud dell'Asia. Qui per cuocerlo si usa il ghee (burro chiarificato) che in teoria si può anche fare in casa, ma noi stiamo cercando di semplificarci la vita no? Quindi vada per l'olio (o il burro!)

CHAPATI:

300 gr. farina integrale (se ce l'avete, altrimenti va benissimo quella normale)
acqua tiepida q.b.
2 cucchiaini di sale

Creare un impasto liscio e omogeneo come quello del pane, dividetelo in palline di pari peso e stendete ciascuna molto sottile delle dimensioni della padella che andrete ad utilizzare. Ungete la vostra padella con un filo d'olio o un pò di burro (ripetete per ogni chapati) e cuocete i vostri dischetti di pane per circa un minuto per lato. Volendo potete condirli in superficie con sali aromatizzati o erbette a piacere o mangiarvelo così, caldo e croccantello!

venerdì 27 novembre 2009

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "IN TENSIONE, la storia di Leonard Bundu"

Solo qualche fotina al volo della presentazione ufficiale al pubblico del libro di Leonard alla Feltrinelli!


giovedì 26 novembre 2009

QUATRE QUARTS ALLE PERE E FAVE TONKA


Post al volo, giusto per non abbandonarvi per troppo tempo. Ieri c'è stata la presentazione ufficiale del libro di Leonard alla Feltrinelli, è stato un successone, bella atmosfera, interventi interessanti e un sacco di gente, di autografi e di copie firmate... e alla fine la fiaschetteria dove siamo andati a brindare c'ha regalato anche una bottiglia di Brunello... meglio di così non poteva andare ;) Domani si continua, con la seconda presentazione, o piuttosto un aperitivo per conoscere anche l'uomo oltre lo sportivo, per cui siamo super indaffaratissimi, come potete immaginare.
Questo è stato il dolce che ho fatto per la colazione il giorno del compleanno di Leonard la scorsa settimana... Finalmente anch'io posto qualcosa con queste fave tonka... una rivelazione. Da quando mia mamma me le ha portate dall'Austria (grazie mamma!!!) sono subito diventate tra le mie spezie preferite... hanno un odore divino che ogni volta che apro la credenza, mi fan venire voglia di usarle! Per questa scoperta devo davvero ringraziare anche il mondo dei foodblogger, che senza di voi chissà quanto ci avrei messo a scoprirle! Mariù, avevi ragione tu... sono superlative!

QUATRE QUARTS ALLE PERE E FAVE TONKA:

Pesare 3 uova col guscio
lo stesso peso in zucchero
lo stesso peso in farina
lo stesso peso in burro
1 fava tonka
1 cucchiaino di lievito per dolci
2 pere

Sbattere i tuorli con lo zucchero. Aggiungere la farina mescolata al lievito ed infine il burro fuso. Incorporare delicatamente i tre albumi montati a neve. Grattuggiare finemente la fava tonka nell'impasto e mescolare. Versare l'impasto in uno stampo foderato con carta da forno (bagnata e strizzata) e disporvi sopra le fettine di pera. Cuocere in forno preriscaldato a 150° per 45 min. ca.

martedì 24 novembre 2009

N° 8: CASSAVA O MANIOCA

Eccoci con un'altro degli ingredienti del giochino ( a proposito, l'ho aggiornato!) In africa è chiamata cassava, in sud america manioca. E' una pianta che ha un radice a tubero commestibile, si può utilizzare sia bollita, che sotto forma di farina, che come fecola (chiamata tapioca). La cassava è una delle principali colture per la sicurezza alimentare mondiale. Ricchissima di carboidrati, è incredibilmente adattabile, tollera lunghi periodi di siccità ed ha un potenziale produttivo tra i più alti, inferiore solo alla canna da zucchero. Purtroppo rimane una delle principali colture orfane (che ricevono scarsa attenzione dal mondo scientifico), nonostante possa dare un contributo fondamentale alla riduzione della fame e della povertà nel mondo.
Dato che in questo blog si parla di cibo, ogni tanto è anche giusto ricordarsi del suo valore primario, ossia quello di sfamare no?
tra i tanti vantaggi la farina di manioca può essere utilizzata dai celiaci.
Io personalmente ho un rapporto abbastanza ravvicinato con questo tubero, un pò per l'origine africana di mio marito ( loro le mangiano principalmente bollite con burro e sale, o sotto forma di farina in una preparazione chiamata fufu... prima o poi vi posterò la ricetta!) Un pò per il mio grande amore per i libri di Jorge Amado che mi hanno accompagnato, e insegnato qualcosa della splendida e affascinante cucina di Bahia e dei suoi manicaretti, tantissimi dei quali a base di manioca. A proposito, sua figlia ha scritto anche un libro di ricette con la sua collaborazione, pieno di racconti, davvero intrigante che ovviamente al momento non trovo (chissà a chi l'avrò prestato?!), però ve lo consiglio vivamente!

CONSIGLI PER L'USO:
La cassava (o manioca) assomiglia molto alle patate anche se ha un gusto più dolce e particolare e un odore meraviglioso e inconfondibile, quindi si può mangiare bollita, o al forno, o farci le chips. In sudamerica le vendono anche industriali e sono decisamente buone!

RICETTE:
Ieri abbiamo fatto indigestione di cassava (da ora in poi la chiamo così ok? Tanto avrete capito che è la stessa cosa ;)!)... già che c'ero ho deciso che bisognava consumarla tutta quindi pranzo, merenda e pure nel pane :)

GNOCCHI DI CASSAVA:


500 gr. di cassava bollita e schiacciata
1 tuorlo
100 gr. di farina ca. (sinceramente non l'ho misurata, sono andata a occhio, ma non ne ho utilizzata tanta.)

Pelare la cassava con un pelapatate o incidendo la buccia con un coltello anche a mano. Sciacquarla, tagliarla a pezzi e bollirla (a proposito, non vi fate venire in mente di assaggiarla cruda che contiene delle sostanze tossiche!).
Schiacciarla con una forchetta mentre è ancora calda ed eliminare la parte dura contenuta al centro del tubero. Quindi incorporare l'uovo ed aggiungere farina finchè l'impasto non sia simile a quello degli gnocchi di patate, morbido ma non colloso. Fare dei salsicciotti di circa tre cm e tagliare gli gnocchi. farli rotolare sul retro di una forchetta per ottenere la classica decorazione degli gnocchi. Quindi bollirli finchè non tornano in superficie e condire a piacere. Sono buonissimi, per me meglio di quelli di patate!

PANE CON PASTA MADRE ALLA CASSAVA:
L'ha fatto Leonard s'intende, quindi questa è la sua ricetta:



200 gr. di cassava bollita e schiacciata
200 gr. di pasta madre
400 gr. circa di farina0
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di olio EVO
acqua tiepida q.b.

Versare la farina sulla spianatoia con lo zucchero, il sale e l'olio, quindi incorporare la pasta madre (rinfrescata) e la cassava, aggiungendo acqua tiepida fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formare una palla, metterla in una ciotola coperta con un cencio umido e lasciar lievitare per 3 ore. Rimpastare e fare la forma desiderata. Lasciar lievitare per altre 3 ore. Quindi infornare a 200°C per circa 50 minuti. Viene un pane buonissimo, sofficissimo, insomma da provare!

TORTINI CASSAVA E COCCO:

Questi sono la mia personalissima gloria, ne sono talmente fiera che non potete immaginare... insomma li ho inventati io e sono deliziosi, sofficissimi, una goduria!


21o gr. di cassava bollita e ridotta in purea (era quella rimasta dopo le altre preparazioni)
150 gr. di farina
100 gr. di farina di cocco
100 gr. di zucchero
2 cucchiaini di lievito per dolci
2 uova
125 gr. di burro
220 gr. di latte di cocco

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il burro fuso e continuare a lavorare, quindi incorporare il latte di cocco. Aggiungere la purea di cassava e sbattere con delle fruste finchè non sarà perfettamente incorporata. In una ciotola unire la farina, con la farina di cocco ed il lievito ed incorporare lentamente al composto a base di cassava. Versare in degli stampi da muffin (io ho quelli profondissimi a cilindro dell'ikea) a 2/3 e far cuocere per 25 min. ca. a 160°C.