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sabato 24 aprile 2010

LA CITTA' RITROVATA MA DA SCOPRIRE:

2010-04-17
Filetti di Baccalà, piazza Santa Barbara 88, Roma. Tel: 06-6864018 (la piazzetta è semplicemente deliziosa!)

Roma è stata la mia città per tanto tempo, diciamo che ci sono cresciuta, che ci ho passato gli anni della ragione e della passione, che mi sono fatta coinvolgere e l'ho vissuta sotto tanti aspetti (anche se i miei non apprezzarono i concerti notturni nei quartieracci acci ;)!), poi me ne sono andata e sono cresciuta ancora... e sono cambiata tanto e ora che ci torno è una sensazione strana di familiarità ma vissuta dall'esterno... non so bene come spiegarlo, mi fanno sorridere le facce, i modi, i toni, le parole perchè le ricordo mie ma c'è una sorta di distacco in tutto questo, come se tutto questo che fa un pò parte di me non mi possa riconoscere... e infatti non mi riconosce!
Comunque sabato scorso sono stata in giro per fare il regalo di compleanno a mia figlia, per andare alla manifestazione per emergency e anche perchè io mai ero stata dal filettaro prima... eh già, a volte per arrivare dietro l'angolo si fanno i percorsi più impervi e arzigogolati e così io, dopo 10 anni vissuti a roma e dintorni, er filettaro l'ho sentito nominare per la prima volta a Firenze. Comunque come si dice.... meglio tardi che mai, e ora che ci sono stata posso anche consigliarlo. Il posto è un buco con gli arredi un pò anni '50, il personale scaciatissimo e esattamente 2 portate che non siano un contorno: pane, burro e alici e filetti di baccalà. Ecco, però sono signori filetti di baccalà e pane con un signor burro e signore alici, il vino si beve bene e alla fine te ne vai avendo sborsato 10 euro a testa... e questa onestà di un posto che dalle 17.30 che apre fino alla sera quando chiude non ha mai un tavolo libero, non posso che apprezzarla. Insomma se capitate a Roma e vi trovate in zona Campo dè Fiori fateci 'na "capatina" che non vi deluderà.
Così da ora in poi mi ripropongo di scoprire tutto ciò che non conosco di questa Roma, quello che mi sono persa e quello che c'è di nuovo... ovviamente anche e con entusiasmo dal punto di vista culinario... Stay tuned! ;)
Dato che mi trovo vi lascio anche qualche foto della manifestazione che è stata bella e sentita piena di energia positiva, una volta tanto!

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domenica 28 febbraio 2010

LA MIA SERA DEL GUSTO NELL'ORA D'ARIA

Sabato sono stata a mangiare al ristorante "l' Ora d'aria" di Firenze con l'iniziativa Le settimane del gusto, come vi avevo anticipato. Il nome carino e ironico è dovuto alla vicinanza del ristorante con il complesso delle murate, ex carcere fiorentino, anche se ancora per poco dato che a fine Marzo il tutto si dovrebbe trasferire in zona più centrale (via dei georgofili).
L'Ora d'aria è gestito dal giovane chef emergente Marco Stabile che propone rivisitazioni spesso molto particolari della tradizione toscana.
Questa è giusta una piccola introduzione ma veniamo a noi e alla nostra esperienza. Ho prenotato con un'amica essendo la mia dolce metà troppo vecchia per l'occasione oltre che a dieta.
Devo dire prima di tutto che il ristorante ha davvero mostrato di aver compreso lo spirito di quest'iniziativa, trattandoci benissimo dall'inizio alla fine, proponendo un menù assolutamente completo accompagnato da vini più che dignitosi e che ben si sposavano con i sapori delle portate. E questo devo dire è il primo punto assolutamente a favore di un posto che evidentemente dà il giusto valore alla qualità, al dettaglio, e al rapporto con il pubblico (anche se giovane e che porta pochi soldi ;)!)
Una volta entrati ci si trova in un ambiente davvero molto molto classico, elegante come ci si immagina un ristorante di lusso e, in questo forse l'unico punto negativo dell'insieme, un pò sterile e poco originale. Ecco devo dire che non conoscendo il luogo, trovandolo per caso sarei attratta dalla bella insegna ma respinta da quell'aspetto un pò troppo formale, dalle lunghe tovaglie che arrivano al pavimento, dalle sedie bianche, dal troppo bianco in generale. Comunque essendo il ristorante in procinto di trasferirsi, è possibile che cambi un pò stile in base al nuovo ambiente che lo ospiterà. In realtà poi questa formalità è davvero solo nello stile perchè devo dire che abbiamo protratto la nostra cena per più di tre ore sentendoci sempre perfettamente a nostro agio, grazie anche al personale davvero in gamba, sempre attento e presente, ma mai fastidioso e pesante, molto preparato ed educato ma con il quale ci si sente liberissimi anche di scherzare, insomma un ambiente decisamente piacevole. Era un pò buffo in realtà perchè coloro che arrivavano con la settimana del gusto come noi, sono stati messi nella parte rialzata, quindi insomma eravamo tutti insieme e sembrava di essere un pò a cena il giorno di san valentino, con tutte queste coppiette di giovanissimi davvero eccessivamente in tiro (insomma il ventenne in giacca e cravatta e capello imbrillantinato a me fa sempre un pò effetto;)!), che si scambiavano regalini con fare un pò imbarazzato! ma questo non c'entra niente con il luogo in sè quindi veniamo al punto. Come abbiamo mangiato? Davvero benissimo! Mi ha colpito la sensibilità con la quale si sposavano i singoli ingredienti e le singole portate in un progetto culinario (chiamiamolo così) completo e sensato. Ma anche l'attenzione alla composizione, sempre naturale e mai eccessivamente forzata che è sempre un piacere anche per gli occhi! Foto non ne ho fatte, se non un paio, perchè insomma ero lì per godermi la serata o no? (ma anche perchè mi sarei vergognata come un cane a star lì a fotografare tutti i piatti sotto gli occhi di tutti:)!) però credetemi se vi dico che ne sarebbe valsa la pena:)
Ecco il Menù con le mie considerazioni:

Si inizia con un assaggino della casa con coniglio confit e mela, davvero stuzzicante.

Antipasto: "L'uovo, le uova, la gallina, i riti della nonna toscana". Praticamente in un piatto c'era il famoso uovo di parisi, un quenelle di fegatini, del bollito di gallina e delle uova di non mi ricordo quale pesce (mi sembrava avesse detto d'aringa ma erano nere, boh!), e il tutto è stato cosparso con il brodo di gallina lì al momento. Ogni preparazione si sposava alla perfezione con il tutto, i fegatini erano di una delicatezza incredibile e poi finalmente posso dire di aver assaggiato questo benedetto uovo di Parisi... che dire, molto uovo, più uovo, morbido caldo e avvolgente... come dovrebbe essere un uovo insomma!

Primo Primo: Zuppa di patata viola con gamberi rossi, caviale e violetta.

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Forse questa è la cosa che mi è piaciuta di più, semplicemente deliziosa e perfetta e poi di una bellezza unica anche alla vista (anche se la fotaccia non le rende giustizia). Il piatto è ispirato ai dipinti di Chagall e alla mostra in corso a Pisa e, dato il mio lavoro, non posso che apprezzare infinitamente tali iniziative. tra l'altro la composizione del piatto ha davvero molto di Chagall non trovate?

Secondo Primo: Risotto con i carciofi, prezzemolo e pomodoro: Ecco questo piatto non mi ha entusiasmata, certamente un buon risotto, ma niente a che vedere con tutto il resto, insomma fosse stato per questo probabilmente non sarei qui a tessere le lodi del ristorante.

Secondo: Tutto fumo e niente arrosto. Come ci è stato gentilmente spiegato trattavasi della gancia di manzo affumicata, poi bollita ed infine ripassata in padella per darle la deliziosa crosticina croccante e salina... praticamente il forno non l'ha neanche visto. Il tutto accompagnato da fiocchetti di mousse di sedano rapa, ancora una volta accostamento assolutamente perfetto!

Il pasto è stato accompagnato da due buoni vini toscani presentati dal simpaticissimo sommelier francese (sinceramente ho capito una parola su tre di quello che diceva, ma lui è davvero gentilissimo, per cui non temete, sono convinta che basterà una domanda per ottenere tutte le informazioni possibili.) E non vorrei dimenticare neanche il pane: tutto fatto in casa, un grande assortimento di pani diversi, focaccine, grissini, bellissimi e deliziosi (soprattutto i panini a forma di croissant)

Dessert: pomme e pommes de terre: il carnevale di patate e mele: dadini di mela speziata al forno con una mousse di patate, molto particolare e decisamente ottima. Infine caffè, piccola pasticceria (deliziosa) Il tutto a 40 euro (in realtà qualcosa in più perchè abbiamo preso un'altro bicchiere di vino oltre quelli previsti dal menù, ma vabbè!)... Impossibile essere più soddisfatti!

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Conclusione: se cercate un ottimo ristorante a Firenze l'avete trovato! Di certo l'ho trovato io e, guardando il menù normale, mi sembra anche onesto per quanto riguarda i prezzi, certo si spende, ma penso che una volta ogni tanto ne possa davvero valere la pena! Soprattutto se si pensa a quanti posti in questa città riescono ad essere ancora più cari senza avere alla base assolutamente niente che lo giustifichi!

domenica 31 gennaio 2010

SOUL KITCHEN


Premetto: sono assolutamente di parte. Fatih Akin trovo sia uno dei pochi veri talenti in circolazione nel mondo del cinema, Moritz Bleibtreu è uno degli attori che trovo più fenomenali, in più il tutto è girato ad Amburgo, la città di una mia carissima amica, dove sono stata quanto basta per riconoscere quasi ogni angolo in cui è stato girato il film... e per finire si parla di greci, popolo che mi ha sempre affascinato in quel mix di fierezza e gentilezza e allegria.
Il film mi è piaciuto tanto, una commedia divertente, che tocca tutti i temi fondamentali della vita, con delicatezza , trovando la giusta misura per non essere mai eccessiva , che ti lascia il sorriso sulle labbra, attori bravissimi, una bellissima grafica.... l'unico rimpianto: vorrei averlo visto in tedesco, con tutte le modulazioni dell'amburghese, fantastico!
Poi per chi si aspettava la rivoluzione dal punto di vista gastronomico, beh a me sembrava chiaro fin dall'inizio che fosse un pò una trovata per interessare gli appassionati di cucina (tra l'altro ho trovato fantastica l'idea di pubblicizzare il film anche attraverso il mondo dei blog culinari)... La rivoluzione piuttosto sta nel messaggio: che il cibo come tutte le cose semplici e basilari della vita, come tutte le pulsioni, vadano trattate con amore per riuscire trasmettere l'emozione necessaria a far qualcosa di meglio che sopravvivere. E che in un mondo fatto di ruoli, di individualità sempre più forti e riservate, di un vivere sociale che si è ridotto a leggi da seguire, la capacità di comunicare, di credere nel prossimo, di dar fiducia, di aver voglia di costruire qualcosa insieme, è l'unico ingrediente per poter raggiungere il successo... con felicità!

domenica 24 gennaio 2010

L'INGREDIENTE PERDUTO


Oggi per la prima volta in questo blog vi voglio parlare di un libro, un pò perchè è uno dei più bei libri che abbia letto negli ultimi tempi, un pò perchè parla di cucina, o meglio, la cucina, il cibo sono il filo conduttore di tutta la narrazione, della vita delle protagoniste e della storia di 4 generazioni. Uno di quei libri per i quali ci si appassiona, che non si può smettere di leggere e dove, una volta finito, ti rendi conto di esserti affezionata ai personaggi, di amarli ed è un pò uno strano senso di malinconia doverli lasciare. Un libro triste e pieno di sofferenza ma che ti lascia dentro un messaggio positivo e tanta voglia di magia!
La scrittrice, Stefania Aphel Barzini, è una delle autrici del canale televisivo del Gambero Rosso, e vive per parte dell'anno ad Alicudi... ecco, era lei quella di cui parlavo in una delle mie prime ricette, e il suo libro di ricette eoliane si chiama "A Tavola con gli Dei", finalmente le ho reso giustizia ;)
Anche qui torna a parlare delle Eolie, di Stromboli per la precisione, e lo fa con una comprensione e con un'amore che davvero ti catturano. E non è un caso se si parte da qui per un racconto di radici, di tensioni e di cucina, perchè davvero gli eoliani la buona cucina ce l'hanno nel sangue, lo vedi quando li trovi la sera a bagnare quelle verdure con la poca acqua che hanno a disposizione, non c'è nessuno che non ha un orto, e non per necessità ma perchè è naturale che sia così, è un fatto di sangue appunto!

"E io che guardo l'isola galleggiare, scivolando leggera senza ancore, scopro che si può vivere nelle acque, lì dove non ci sono definizioni e posizioni nette, dove la vita ha contorni sfumati e non si deve per forza apparire. Dove si è. Perchè le cose mutano e non c'è nulla di permanente. Adesso so che posso inseguire il movimento senza venirne travolta, basta trovare il ritmo giusto. Che il mio posto nella vita è accettare di non averlo un posto. Che esisto dove decido di esistere."