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giovedì 9 dicembre 2010

ZUPPA DI CAROTE E GALLETTI:

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Ciao a tutti... io tra 4 ore ho il mio aereo quindi brevissimamente vi lascio una ricetta tra una valigia e un panino e me ne parto verso nord! A presto!

ZUPPA DI CAROTE E GALLETTI:
PER 2
5 carote
1/2 chilo di funghi galletti
brodo di verdure q.b.
1/2 cipolla bionda
1/2 finocchio
4 cucchiai di panna fresca
prezzemolo
un pò di vino bianco
olio all'habanero yellow per finire

Tagliare la cipolla e il finocchio a dadini e farli rosolare in una casseruola con un pò di olio evo. Aggiungere le carote pelate e tagliate a rondelle e far rosolare brevemente. Sfumare con un pò di vino bianco, coprire e aspettare finchè non inizino ad ammorbidirsi un pò. A questo punto aggiungere i funghi lavati e tagliati a pezzoni grossolani e coprire con brodo vegetale. Salare, pepare e aspettare che il liquido si ritiri e che le verdure siano ben morbide. Frullare il tutto con un frullatore a immersione, aggiungere la panna e mescolare bene. Servire con abbondante prezzemolo e l'olio piccante.

martedì 16 febbraio 2010

IO SONO NAPOLETANA.... ALMENO UN PO'!

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All'inizio, quando qualcuno mi chiedeva di dov'ero, rispondevo semplicemente: "di Napoli!" e tutti, senza mai un'eccezione, mi guardavano stupiti, come a dire: "e dai, ma chi vuoi prendere in giro!"Così vai con le spiegazioni, sulle varie origini di genitori e nonni, sui vari spostamenti della mia giovane persona finchè i lineamenti del mio interlocutore di turno non si distendevano e dalla sua bocca uscivano le fatidiche parole che mettevano fine al mio interrogatorio : "Ah ecco!". Ora, da un bel pò parto direttamente con un sunto della spiegazione completa e probabilmente la gente si chiederà: "Ma non poteva dire semplicemente che è di Napoli?" Perchè in fondo sono nata a Napoli, da padre napoletano e nonno napoletano e questo di solito dovrebbe bastare a poter dire di essere napoletani, almeno un pò, almeno per un quarto, senza dover necessariamente tirare in ballo la madre austriaca, la nonna toscana, il nonno polacco, e gli anni vissuti un pò in giro per l'Italia. Probabilmente però ormai un posto che mi riconosca come suo membro, che senta che gli appartenga non ce l'ho più: A Firenze mi chiedono se sono marchigiana, a Roma se sono fiorentina e a Napoli se sono romana, con infinite variazioni sul tema, ma mai mai nessuno che ci azzeccasse! ;)
Tutto questo per dire che, nonostante non si veda, ce l'ho anch'io un luogo d'origine, dal quale viene il piatto di oggi. La carissima Pina mi ha mandato un pacco con la zupp' e suffritt', e non potete immaginare che tuffo nel tempo che è stato. E non intendo solo un ritorno di sapori anche perchè fino ai sei anni (età in cui sono andata via da Napoli), non è che mi facesse proprio impazzire 'sto mix di interiora! Mangiare la zuppa mi ha praticamente messo di fronte tutta la mia famiglia napoletana, nonno, zii e zie, con i loro volti, le loro abitudini, i luoghi della città che li rappresentano e la loro, e soprattutto la mia napoletanità! Ed è davvero un'esperienza impagabile, che arriva così senza che tu possa far niente per invocarla... Mia nonna in tutto questo quadretto non c'è e non so se sia perchè con lei ho un rapporto diverso, più intimo, o perchè lei in fondo è toscana nonostante abbia vissuto 70 anni a Napoli.
Quindi grazie Pina, e per tutti voi che mi leggete, quando capitate a Napoli, provatela sta specialità, ne vale veramente la pena!
Di solito si compra già pronta dal macellaio, sotto forma di mattone compresso che basterà mettere in pentola con un pò d'acqua... se però volete sapere com'è fatto e magari anche mettervi all'opera, frego il link con la ricetta a Pina: QUI! Si mangia sotto forma di zuppa con dei crostini di pane e se rimane ci si può anche condire la pasta: fantastica!

martedì 12 gennaio 2010

LA RIBOLLITA


Che non sia propriamente tradizionalista in cucina lo avrete capito anche da soli. Da quando ho aperto questo blog, me ne sono resa conto appieno, un pò per qualche vostro commento, un pò perchè insomma ci si pensa un pò di più a quello che si cucina quando poi se ne parla ogni giorno. Un bel giorno mi è piombato un pensiero tra capo e collo... non ho mai fatto una lasagna e così per settimane non ho pensato ad altro finchè non l'ho fatta (prossimamente su questi schermi). Ma che c'entra la ribollita? Siamo partiti un pò alla larga, comunque questo è uno dei piatti della tradizione toscana che più adoro, ma mai mi è venuto in mente di farmela, è piuttosto quel must quando sono in giro per la città nelle fredde giornate d'inverno, quando ti fermi in qualche trattoria a riscaldarti e coccolarti un pò! Allora cos'è che ha fatto scattare in me questa voglia? E' una stupidaggine, un giorno chiacchieravo con una signora che mi raccontava della sua ribollita e di come mettesse un mazzetto di aromi (rosmarino e timo) legato con uno spago e appeso al manico della pentola per poi poterlo estrarre più facilmente. Da lì ci ho pensato un giorno sì e un giorno no, un'idea fantastica! Vi starete chiedendo: "Cioè, tu hai fatto la ribollita per appendere il mazzetto al manico???" La risposta è sì... Però però da oggi in poi forse la farò più spesso... è troppo bbbbuona!

LA RIBOLLITA:
Un pò a modo mio, s'intende!


1 cipolla
1 carota
300 gr ca. di fagioli rossi di lucca (in quella originale si usano i cannellini)
2 patate
1 rapa bianca (di quelle tonde piccole)
4 cucchiai di passata di pomodoro (fatta dai miei)
5 mazzetti di cavolo nero ( a dire la verità ho usato un tipo comprato ai castelli romani che lì chiamano cavolo velletrano, non ho ancora capito se è la stessa pianta o no!)
3 mazzi di una verdura trovata sempre lì che assomiglia alle cime di rapa ( nella ribollita originale comunque ci va la bietola, quindi tranquilli!)
brodo vegetale q.b.
2 rametti di rosmarino
2 rametti di timo
pepe
peperoncino
sale
olio Evo
pane toscano raffermo

Mettere a bagno in acqua fredda i fagioli secchi per una notte. Quindi bollirli e conservare l'acqua di cottura. Passare la metà dei fagioli al passaverdure e tenere da parte con l'altra metà.
In una pentola far soffriggere la cipolla e la carota con il peperoncino intero che poi toglierete. Aggiungere due cucchiai di passata di pomodoro, quindi il cavolo nero, la verdura, le patate e la rapa il tutto tagliato grossolanamente. Lasciare stufare un pò e coprire poi con del brodo vegetale (io ho usato quello della Frida ;)!) Legare il rosmarino e il timo con dello spago e appendere il mazzetto al manico della pentola così le foglioline si uniranno alla zuppa e voi potrete togliere facilmente i gambi (che soddisfazione!). Lasciar sobbollire per un'oretta, quindi aggiungere i fagioli interi e la purea di fagioli, altri due cucchiai di passata di pomodoro, condire e insaporire e far addensare quanto basta. In una ciotola grande alternare delle fette di pane toscano (sciapo) a mestolate di ribollita e lasciar impregnare completamente il pane. Dare una mescolata e lasciar riposare in frigo per una notte. Il giorno dopo prendere la minestra e rimetterla sul fuoco a ribollire, servire caldissima con un filo d'olio evo (per noi olio al peperoncino!)


sabato 17 ottobre 2009

CREMA DI ZUCCA E CARDAMOMO


Finalmente ho un pò di tempo per stare un pò davanti al pc e lasciare una ricettina!!! in questi giorni gelidi una bella zuppetta ci sta sempre bene... poi se ci mettiamo la zucca... che è in assoluto una delle mie verdure preferite... diventa praticamente una coccola quasi come un dolcino!
Vi auguro un buon fine settimana... Almeno mi rifaccio un pò, visto che questa settimana i miei post sono stati un pò miserelli!


CREMA DI ZUCCA E CARDAMOMO
per 3:

800gr. ca. di zucca
1 patata
1 scalogno
brodo di verdure
4 semi di cardamomo essiccati
3 rametti di timo
1/2peperoncino
sale
pepe
crostini

Far soffriggere lo scalogno tagliato fino, con il peperoncino, i semini che trovate all'interno dei semi di cardamomo essiccati e il timo. Quindi aggiungere la zucca e la patata tagliata a dadini e far rosolare un pò... quando si è ben insaporita, aggiungere il brodo di verdure (ovviamente prima dovrete farlo!), a coprire i dadini e lasciare sul fuoco finchè il brodo non si sarà ridotto quasi del tutto. A questo punto buttare tutto in una ciotola e frullare con un frullatore ad immersione. Quindi rimettere sul fuoco... se si desidera più liquido, aggiungere un pò di brodo e far cuocere finchè non si ha la consistenza desiderata. Aggiustare di sale e pepe e versare in piatti o ciotole che siano. Condire con un filo d'olio a crudo e con i crostini... secondo me ci stavano bene anche sei pezzetti di patate e zuccha fritte o alla griglia... ma ci ho pensato troppo tardi!