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martedì 20 luglio 2010

MARMELLATA DI ALBICOCCHE ALLO CHARDONNAY CON ZENZERO E LEMONGRASS:

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La marmellata di albicocche è sempre stata la mia passione, fin da piccola, quando quella della mia nonna austriaca stregava chiunque (e come vedete dalla manina avida che cerca di arrivare all'ambita meta, la storia si ripete!)... già qualche post fa parlavo un pò dei sapori ritrovati, di quanto fossero buone le albicocche del giardino della mia infanzia e di come dopo decine di anni io sia riuscita a ritrovare quel sapore solo ora che crescono anche nel nostro di giardino... in più qui entra in gioco un pò di studio e un metodo prezioso... c'è qualcuno che non conosca christine ferber??? Nooo, non c'è! La maghetta alsaziana delle marmellate, che fa mostarde e confetture per alain ducasse e collabora alle ricerche stagionale di Hermè... che poi non è che abbia fatto nessuna grossa rivoluzione... solo una ricerca del sapore più autentico e fresco di frutta che l'ha portata ad elaborare questo metodo grazie al quale la frutta stessa viene bollita il minimo indispensabile consentendo comunque alla marmellata di addensarsi... insomma è l'idea quella che conta, poi la soluzione è abbastanza semplice... è l'intuizione, l'idea di conservare la bellezza, i colori, i profumi e il sapore del frutto così come si coglie dall'albero quello che secondo me ha di speciale... io poi le sue marmellate non le ho mai assaggiate ma queste fatte seguendo il suo metodo mi convincono, ed anche parecchio per quanto ne abbia sperimentato solo qualche variante. La ricetta non è della Ferber, lo è solo il metodo!
Eccovi dunque un pò di trucchetti per marmellate perfette... non che sia tutto indispensabile, ma insomma saperne qualcosa in più non nuoce!
1. Cogliere la frutta che si usa per le marmellate al mattino prima che il sole sia troppo forte e dopo che sia scesa la rugiada, oppure nelle ore fresche della prima serata, in modo da avere il frutto al massimo del suo splendore.
2. Lavorare la frutta appena raccolta, al massimo il giorno dopo.
3. Fare piccole quantità di marmellata alla volta max. 4 kg. (non che questo sia un vero problema casalingo dato che più di queste quantità difficilmente entrano in una pentola domestica!)
4. Aggiungere un pò di succo di limone subito a tutta la frutta in modo che non si ossidi e mantenga intatto il suo colore.
5. Bollire frutta e zucchero in più tempi in modo tale che lo zucchero impregni la frutta con gradualità mantenendone la consistenza.
6. Utilizzare preferibilmente una pentola di rame nella quale verranno preparate solo marmellate (seee... io una ce ne ho e figuriamoci se la immolo alla causa delle marmellate per tutta la sua vita!) o comunque scegliere una pentola con una buona conducibilità termica in modo da avere una bollitura perfettamente omogenea.
Ultima annotazione: a me non piacciono le marmellate eccessivamente dolci quindi tendo a limitare lo zucchero al minimo indispensabile utile per la conservazione.

MARMELLATA DI ALBICOCCHE ALLO CHARDONNAY CON ZENZERO E LEMONGRASS (con metodo Christine Ferber)

2 kg. di albicocche (pesate senza nocciolo)
1 Kg di zucchero
2 limoni piccoli
4 cm. di zenzero a listarelle
2 stecche di lemongrass (potete anche sostituire con del lemongrass in polvere se non trovate quello fresco)
350 ml. di chardonnay (o altro vino bianco simile)

Aprire le albicocche e cospargere i frutti con il succo di limone. Aggiungere quindi lo zenzero tagliato a listarelle sottili, le stecche di lemongrass aperte a metà, lo zucchero e lo chardonnay. Mescolare, coprire e lasciar riposare 1 ora circa. Mettere il tutto nella vostra pentola per la cottura e portare appena ad ebollizione. Quando vedete la superficie fremere, potete spegnere, non deve bollire ancora. Se volete ritrasferite il tutto nella ciotola per la macerazione e coprite con un foglio di carta forno. Una volta fredda lasciate la vostra marmellata in frigo per una notte. La mattina dopo riprendetela e filtratene lo sciroppo lasciando i frutti a parte. Togliete le stecche di lemongrass che ormai avranno fatto il loro dovere e mettete lo sciroppo sul fuoco. Fate bollire finchè non comincia ad addensarsi (se avete un termometro deve raggiungere i 105°C). A questo punto potete aggiungere le albicocche con i pezzettti di zenzero che erano rimaste da parte. Riportate a bollore e bollite per 8-10 minuti, non di più! Invasate ancora bollente in vasetti sterilizzati (lavate benissimo i vasetti e mettete in forno a 100°C per 10 min. vasetti e coperchi), pulite molto accuratamente i bordi e tappate, fate raffreddare a testa in giù.

venerdì 9 luglio 2010

LAMOUN MAKBOUSS ROSA E CUMINO:

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Giusto per darvi un attimo di tregua dal mio blog monotematico a base di albicocche, oggi vi lascio la ricetta di questa cosina che ho preparato all'incirca un mesetto fa (eh sì... ve la ricordate la fase dei limoni?). Ora finalmente sono pronti e devo dire che a me piacciono un sacco, si possono anche sostituire ai limoni confit nel tajine e da mangiare così al naturale come accompagnamento a falafel, polpette in generale, carpacci o melanzane (la morte sua secondo me!) li trovo molto più gradevoli. dopo la prima esperienza con i confit ho deciso di apportare una serie di cambiamenti anche a questa ricetta tradizionale e così, dopo aver tolto l'amaro dei limoni con il sale, li ho sciacquati un attimo in modo che non risultassero così incredibilmente salati come i cugini e per la conservazione ho proceduto con una sterilizzazione a del vasetto con tutto il suo contenuto. Il condimento originale è la paprika, e dato che io di limoni ne avevo una quantità incredibile ho provato tutte le varianti possibili e immaginabili (zatar, polvere di wasabi e fili di chili, lavanda e rosmarino e chi più ne ha più ne metta), non li ho ancora assaggiati tutti ma devo dire che questi mi piacciono tanto e che sul lato estetico, insieme a quelli alla parika che assumono un colore arancione vivo, sono quelli più gradevoli!

LAMOUN MAKBOUSS ROSA E CUMINO:

limoni biologici (non chiedetemi di quantificarveli perchè davvero ho passato una giornata intera ad affettare limoni)
sale grosso
1 cucchiaio di cumino per vasetto
7/8 boccioli di rosa commestibile per vasetto
olio Evo

Lavare e asciugare i limoni. Affettarli a rondelle di circa 1/2 cm. di spessore. Disporli a strati in uno scolapasta e cospargere ciascuno strato con abbondante sale grosso. Terminata l'operazione lasciar sgocciolare i limoni per 24 ore. Sciacquare poi rapidamente i limoni sotto acqua fredda corrente girandoli con le mani (giusto per eliminare il sale in eccesso che non è ancora stato assorbito) e lasciar asciugare di nuovo i limoni per qualche ora. Sterilizzare dei vasetti da marmellata in forno a 100°C per 10 minuti e disporvi le fette di limone cospargendo con il cumino e aggiungendo di tanto in tanto un bocciolo di rosa. Riempire con olio evo fino al bordo del vasetto e lasciar aperto qualche ora in modo che eventuali bollicine d'ari abbiano il tempo di uscire. Chiudere i barattoli e sterilizzare di nuovo in acqua bollente per 15 minuti. Se ne mettete più di uno nella stessa pentole disponete dei canovacci tra un barattolo e l'altro in modo che non sbattano l'uno contro l'altro rischiando di rompersi. Dopo 3 settimane potrete apreire i vostri barattoli e assaggiare la vostra creazione.


lunedì 10 maggio 2010

THE ULTIMATE (?) MARMELLATA DI LIMONI:

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Questa cosa dell'ultimate, del definitivo mi ha sempre fatto un pò ridere, soprattutto in cucina! Certo che uno dopo vari tentativi può trovare quello che gli sembra il metodo, o la ricetta ideale, come per me in questo caso... ma rimane sempre una cosa relativa, è sempre possibile che l'anno prossimo per una serie di combinazioni la mia marmellata di limoni sarà completamente diversa e che mi soddisfi ancor di più, come è possibile che qualcun'altro abbia già un metodo migliore, tramandato e consolidato da generazioni, insomma perchè porsi limiti al miglioramento? Almeno per me la cucina è sperimentazione continua e anche quando il primo metodo o la prima ricetta mi soddisfa, mi rimane comunque la curiosità di provarne altri, di capire il motivo profondo che spinge ogni ingrediente a reagire in una certa maniera a una tal sollecitazione.... insomma il definitivo non esiste, almeno non in maniera assoluta! Poi certo, ora che ho trovato il metodo che più mi soddisfa, continuerò a produrre la mia marmellata di limoni in questo modo ma sempre consapevole che non è detto che tra qualche giorno non arrivi qualcosa a stravolgermi completamente!
Insomma, per arrivare al dunque questa ricetta arriva dopo qualche anno di vari tentativi, più o meno soddisfacenti fino a trovare quel giusto equilibrio tra gusto, colore e consistenza, almeno secondo me! La prima produzione l'hanno sperimentata i miei, con quello che sembra poi il metodo più ingegnoso, e che invece secondo me è il peggiore, oltre che il più faticoso: si ricava il succo del limone e la parte gialla della buccia mentre tutte le parti bianche, i semi e le pellicine (quelle che contengono la pectina che fa in modo che la marmellata si addensi) si avvolgono in una garza e si fanno bollire all'interno del pentolone della marmellata, in modo che rilascino l'addensante ma non il sapore. Questo metodo richiede ovviamente tempi di bollitura più lunghi rispetto ai prossimi e fa sì che il colore diventi sull'ambrato mentre secondo me è essenziale che la marmellata di limoni rimanga di un bel giallo limone. Inoltre si ottiene una specie di gelè con queste scorzette che ci navigano dentro... non male, per carità ma neanche il top!
Il secondo metodo che ho sperimentato prevede di tagliare i limoni (senza privarli delle bucce) a fettine sottili sottili e lasciarle in immersione in acqua fredda per 24 ore in modo che l'amaro venga assorbito dall'acqua per poi procedere nel modo in cui verrà illustrata la ricetta "definitiva", ma alla fine veniva a mancare un pò il sapore deciso del limone che comunque l'acqua aveva contribuito ad alleviare. inoltre anche la consistenza era un pò troppo densa dato che la parte polposa veniva ad essere un pò intaccata mentre le bucce rimanevano nella stessa quantità... la prima foto (limone e vaniglia) si riferisce a questo tentativo. C'è anche da dire che i limoni dei nostri alberi hanno una buccia piuttosto spessa, quindi è possibile che con limoni dalla buccia più fina si riesca ad ottenere un risultato più equilibrato.
Per l'ultimo, ed ultimate tentativo, seguite la ricetta! Per quanto riguarda gli abbinamenti ho veramente sperimentato di tutto perchè ho una quantità di limoni da consumare che mi manderà al manicomio (in due giorni ho fatto qualcosa come 60 barattoli di marmellata!):
lemon pure
limone e vaniglia (goloooso... 1 bacca per ogni kg. di limoni)
limone e fiori d'acacia (delicato... 50 gr. per ogni kg. di limoni)
limone e pepe di szechuan (interessante... 3 gr. per ogni kg. di limoni)
e ovviamente.....
limone e fava tonka (ma quanto me piace sta fava tonka?!!!... 1 fava tonka per ogni Kg. di limoni)

Insomma io vi lascio la ricetta e il metodo per procedere poi potete farla con uno dei miei abbinamenti o trovarne degli altri. Solo un consiglio... se usate degli ingredienti in polvere o grattugiati, mescolateli prima allo zucchero, prima di aggiungere liquidi, in questo modo si distribuirà in maniera più omogenea!

poi in realtà ne avrei fatte anche altre due che prevedono però un metodo di lavorazione un pò diverso e che sono un pò più fine, tipo gelèe, quindi dovrete aspettare la prossima ricetta... vi lascio giusto un'anticipazione:
limone e matcha (l'ingrediente improbabile che ogni tanto riciccia!)
limone e peperoncino (una sorta di mostarda...molto delicata che sta benissimo coi formaggi!)

MARMELLATA DI LIMONI:

1 Kg. di Limoni (ovviamente non trattati e di sicura provenienza dato che si utilizzerà il limone per intero) al momento dell'utilizzo, quindi dopo tutto il trattamento per togliere l'amaro, dopo averli tagliati e avergli tolto i semini
600 gr. di zucchero
200 gr. d'acqua

Lavare bene i limoni e tagliar loro le estremità. Prendere una forchetta e sbucherellare ben bene ciascun limone uniformemente trapassando tutta la buccia e la parte bianca senza intaccare la polpa del limone (detto così sembra difficile ma dopo un paio di forchettate avrete capito perfettamente) Dovrete ottenere che il limone diventi una sorta di spugna ma senza esagerare altrimenti rischiate che vi esca fuori tutto il succo! Mettere i vostri limoni a bagno in acqua fredda per 3 giorni cambiando l'acqua la mattina e la sera.
Tutto questo serve a togliere l'amaro delle bucce che rovinerebbe il sapore della vostra marmellata. Arrivati a questo punto, potete affettare i vostri limoni abbastanza sottilmente, tagliando poi ciascuna fetta a metà. In questa fase dovrete eliminare tutti i semini perchè anche loro sono un pò amari oltre ad essere assolutamente antiestetici. A questo punto pesate i vostri limoni e proporzionate la quantità di acqua e zucchero in base al peso dei limoni)
Fate uno sciroppo con i 600 gr. di zucchero, e 200 gr. d'acqua per Kg. di limoni, metteteli sul fuoco per un paio di minuti finchè lo zucchero non si sia completamente sciolto nell'acqua. A questo punto aggiungete i limoni e portate ad ebollizione a fuoco alto. Abbassate la fiamma al minimo ma sempre facendo sobollire la marmellata. ci vorranno circa 15/20 minuti. Comunque fate la prova del piattino mettendo un piatto in freezer e versandoci poi sopra un velo della vostra marmellata, quando avrete ottenuto la consistenza desiderata potrete invasarla. Tenete presente che le marmellate di agrumi tendono a solidificarsi di più con il raffreddamento rispetto alle altre marmellate, quindi non esagerate con i tempi.
Per invasare la marmellata lavate molto bene i vostri vasetti e metteteli quindi aperti in forno a 110°C per 10 minuti. Al momento dell'invasatura la marmellata dev'essere bollente, pulite molto bene i bordi del vasetto nel caso dovesse essersi sporcato, con un tovagliolo, chiudere immediatamente col coperchio e girare a testa in giù i vasetti, facendoli raffreddare così!
Vi divertirete... almeno finchè non vi renderete conto che avete smaltito circa un ventesimo dei vostri limoni;)!

martedì 26 gennaio 2010

MANGO CHUTNEY

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Eccomi di nuovo con una proposta facile e veloce che ci ha deliziati. Le proporzioni sono piuttosto indicative perchè per queste cose insomma si va un pò a occhio, e anche voi potrete un pò variare a seconda dei gusti personali. Ho scoperto solo da poco che quello di mango sia il più classicissimo chutney che ci sia, io ne ho sempre mangiati di tutti i tipi, ma raramente di mango... eh vabbè, si sa, ognuno vive nel mondo suo ;)! Lo potrete usare per i piatti di carne, sia quelli più elaborati e speziati, sia per insaporire una semplice bistecchina alla griglia!

CHUTNEY DI MANGO:

3 mango maturi
2 cipolle (io ho usato quelle bianche)
2 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiaio di miele
1/2 bicchiere di aceto
2 cucchiai di uvetta (io me la son scordata ma l'intenzione era quella)
una radicetta di zenzero
1 lime
5 chiodi di garofano
1 peperoncino grande piccante
1 stecca di cannella
1/2 fava tonka (non è necessaria, mi sa che non c'entra neanche niente con la cultura indiana, ma ci sta bene...)
3 bacche di cardamomo
1/2 cucchiaino di pepe rosa
1/2 cucchiaino di pepe nero in polvere
sale q.b.

Tagliate i mango a tocchetti, metteteli in una ciotola con il succo e la scorza grattugiata del lime e lo zucchero di canna. Lasciate riposare per un'oretta. Quindi mettete in una pentola L'aceto con la cipolla, il miele, l'uvetta, il mango, lo zenzero tagliato finemente, i chiodi di garofano, il peperoncino tagliato finemente a rondelle, la stecca di cannella, le bacche di cardamomo intere, la fava tonka grattuggiata, il pepe e il pepe rosa. Mettete sul fuoco a sobollire, salando secondo il gusto personale. Dovrete ottenere una consistenza cremosa ma lasciando qualche pezzetto di mango intatto. Io c'ho messo più o meno 20, 25 minuti. Sterilizzare i bicchieri ed invasare.

mercoledì 6 gennaio 2010

LIMONI CONFIT


Si continua con la rubrica "cucina di famiglia" tanto domenica si torna a Firenze e poi avrete un anno intero per le mie di ricette. Dato che vi ho dato la ricetta del tajine per cui servono i lime confit, non potevo non postare anche questa. Il procedimento ovviamente è lo stesso di questi limoni confit, solo che come materia prima vengono usati i lime!
Entrambi vengono utilizzati nella cucina marocchina e danno un tocco speciale e unico ai piatti. Son abbastanza facili da fare e vale davvero la pena averne sempre un barattolo a disposizione.

LIMONI CONFIT:
per un barattolo da 2 L.

2 kg. di limoni biologici, non trattati ecc. ecc.. (o quelli del giardino come noi)
sale grosso q.b. (1 Kg. circa)
olio EVO

Lavare e asciugare i limoni, togliere la parte superiore ed inferiore e dividerli in quattro lasciando le estremità attaccate le une alle altre. Aprire i limoni e riempire ciascuna apertura di sale grosso. Quindi metterli nel barattolo. Terminata l'operazione, riempire il barattolo con il restante sale grosso. Lasciare una settimana a macerare. Quindi togliere il sale in eccesso da dentro il barattolo e riempirlo fino all'orlo di buon olio EVO. I limoni si possono consumare dopo tre settimane.


giovedì 31 dicembre 2009

IL TONNO SOTT'OLIO



Per chiudere l'anno avevo in mente una bella ricetta complessa e deliziosa che potesse essere sintesi dell'amore e della passione che ci vogliono in cucina!
Sono stata 4 giorni a curare il mio panettone a lievitazione naturale, coinvolgendo e stressando ogni singolo membro della famiglia, ebbene... è venuto una schifezza, e l'abbiamo ribattezzato il panettone ammarzaruto (i napoletani capiranno). Così oltre all'enorme delusione di tutti per i 4 giorni sprecati, non avevo neanche più il mio post di chiusura per il 2009... per fortuna ancora una volta mi viene incontro la cucina di famiglia. Premetto che io non ho mai comprato il tonno in scatola in vita mia, lo detestavo e adesso che ho questo fatto in casa, di origine garantita (;)) ecc.. ecc.. lo adoro a tal punto che mi riesce difficile credere di aver vissuto tutta una vita senza tonno sott'olio!
I miei hanno comprato un tonno intero pescato dai pescatori alicudari quest'estate quando si trovavano sull'isola... ma questo fa parte della ricetta:

IL TONNO SOTT'OLIO:


Pescare un tonno pinne gialle dai 15 ai 20 Kg nel mare prospiciente l'isola di Alicudi (alle Eolie), sventrarlo e pulirlo in acqua di mare, caricarlo a dorso di mulo e farlo arrivare al gradino n° 365. Attrezzare sulla terrazza il banco di macelleria e provvedere al dissezionamento del tonno. Per fare il tonno sott'olio vanno utilizzate solo le parti del dorso e della coda, non quelle della pancia del pesce. Prendere le parti selezionate, spellarle, tagliarle in grossi pezzi e farle bollire per 3 ore in una pentola contenente 100 gr. di sale per litro d'acqua per Kg. di tonno. Alla fine della bollitura prendere i pezzi e lasciarli asciugare su panni di tela, coprendoli con altri panni di tela, per una giornata. Dopodichè, selezionare tutte le parti bianche e spinare, scartare le parti scure che assieme alle parti intorno alle lische andranno a costituire la cosiddetta "Muzzunaglia", una prelibatezza che si potrà usare per fare sughi, salse e altre delizie. Mettere le parti bianche del tonno a grossi tocchi nei vasetti avendo cura di riempirli per bene. Riempire i vasetti fino all'orlo con l'olio Evo autoprodotto precedentemente trasportato dai castelli romani e fatto salire a dorso di mulo per 365 scalini. Appoggiarvi sopra i coperchi senza avvitare e lasciare un'intera giornata in modo da lasciar penetrare l'olio in tutti gli spazi lasciati dal tonno. Rabboccare l'olio e chiudere i vasetti. Mettere i vasetti in un calderone pieno d'acqua ben protetti da panni e stracci in modo che non si muovano durante la bollitura e far bollire per un'ora. Tirare fuori i vasetti, capovolgerli e lasciar raffreddare. Avrete così ottenuto il MIGLIOR TONNO DEL MONDO! Il risultato è talmente buono che l'anno prossimo pescheremo un tonno di 60 Kg! ;)

Quindi con questo vi lascio per quest'anno augurando a tutti voi un 2010 felice, sereno e pieno di soddisfazioni in campo culinario e non, se poi riuscirete ad assaggiare questo tonno avrete un anno felice di sicuro ;)! Arrivederci l'anno prossimo!



lunedì 28 dicembre 2009

MARMELLATA DI CIPOLLE ROSSE, ARANCIA E ZENZERO


Dato che mi trovo dai miei, che ho iniziato con le loro ricette, tanto vale continuare in questo piccolo "tributo" alla buona cucina di casa mia... in fondo se questa mia passione è nata sicuramente in gran parte è merito della mia famiglia, dell'amore con cui fanno le cose, e di quell'indole che mi è stata trasmessa. Per cui eccomi con un'altra ricetta "dettata"! Questa marmellata è stata fatta giusto da poco e devo assicurarvi che è LA FINE DEL MONDO!!!
Accompagnateci dei bei formaggi stagionati e vedrete che non vorrete più farne a meno!

MARMELLATA DI CIPOLLE ROSSE, ARANCIA E ZENZERO:

1 Kg di cipolle rosse (quelle dell'orto... troppo superiori ;)!)
2 arance (quelle dell'albero, idem come sopra!)
800 gr. di zucchero
un pezzo di zenzero (5 cm. circa)
1 cucchiaino da caffè (piccolo) di agar agar

Affettare le cipolle, lasciarle qualche ora in infusione con lo zucchero. Far sobollire una decina di minuti il tutto. Togliere dal fuoco e con un frullatore ad immersione frullare il tutto grossolanamente. Grattuggiarvi dentro la buccia delle due arance e lo zenzero sbucciato. Aggiungere il succo delle due arance e rimettere sul fuoco per un quarto d'ora circa. Sciogliere l'agar agar in una tazzina di acqua bollente, mescolare bene e aggiungerlo alla marmellata. Far cuocere ancora qualche minuto e fare la prova del piattino (il mio papà dice di mettere il piattino in congelatore così da avere il risultato immediatamente ;)!) e invasare in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati.
UN CONSIGLIO: Fate subito dose doppia!

martedì 22 dicembre 2009

MARMELLATA DI CORBEZZOLI DEI MIEI


Eccomi finalmente!!! Grazie mille per i tanti in bocca al lupo! Leonard ha vinto, quindi siamo contenti! oggi partiamo per tornare a Firenze a passare i giorni di natale, poi il 26 si riparte per Roma... speriamo di riuscire a trovare il tempo per aggiornare questo blog!
Intanto colgo l'occasione per ringraziare le mie amiche virtuali che mi hanno fatto degli splendidi regali e con le quali è stato tanto bello fare questi scambi che ci hanno permesso di conoscerci un pò più da vicino! Quindi grazie grazie grazie a Pina che mi ha mandato tutte cosine fatte con le sue manine e che mi ha riportato un pò indietro nel tempo alle mie origini napoletane con i sapori della mia infanzia! E poi a Barbara che ha fatto la gioia dei miei bambini, e si sa, non c'è niente di più bello che veder i propri figli contenti! Ed infine a Gaia, con la quale ci conosciamo anche di persona, e che mi ha regalato dei bei pomeriggi coccolosi nonostante questo incredibile freddo! Tra di noi c'è sempre qualche strana coincidenza o qui pro quo... ma ci divertiamo un sacco vero?
Insomma a voi nuove amiche, un augurio di buone feste speciale!!!
Ora vi lascio la ricetta e scappo, sperando di tornare il prima possibile!

MARMELLATA DI CORBEZZOLI:

1 Kg. di corbezzoli pesati già puliti
500 gr. di zucchero

Pulire e lavare bene i corbezzoli (non sbucciati). Lasciarli qualche ora a macerare con lo zucchero. Mettere sul fuoco e far bollire una decina di minuti. Togliere dal fuoco e ridurre a purea con un frullatore ad immersione. Rimettere sul fuoco e far sobollire per una mezz'oretta. Fare la prova del piattino per controllare la densità della marmellata! Invasare ancora calda in dei barattoli di vetro precedentemente sterilizzati.
E' ottima sia come marmellata che da mettere su formaggi belli stagionati!

domenica 27 settembre 2009

MARMELLATA DI PEPERONCINI DEI MIEI E LA DIFFICOLTA' DELLA VIA DI MEZZO


Per il mio secondo post ho scelto una ricettina dei miei genitori, che da quando si sono messi a fare i contadini ne sfornano di tutti i colori!
Come ormai ho detto abbondantemente la mia dolce metà è africano, in realtà mezzo africano (mamma fiorentina e papà sierraleonese), per di più west Africano e quando l'ho conosciuto metteva il peperoncino ovunque, lo giuro, anche sulla semplice insalatina verde! Quindi inizialmente si mangiava entrambi abbastanza piccante... ora abbiamo i bimbi e all'inizio cercavo il compromesso: cucinavo un pochino piccante, con un'idea di peperoncino e, morale della favola: nessuno era contento! Per Andrè era troppo e Leonard neanche lo sentiva. Dopo qualche tentativo ho tagliato la testa al toro e cucino senza peperoncino... poi chi lo vuole piccante se lo aggiunge! (In realtà in qualche cosa di particolare lo metto, e Andrè un pochino lo mangia volentieri ed anche Leonard si è dato una calmata nella sua piccodipendenza!)

MARMELLATA DI PEPERONCINI:
Una marmellatina deliziosa che sta benissimo su carni e formaggi

Per 1 Kg di peperoncini (pesati dopo avergli tolto i semi)
1 bicchiere di vino rosso (ad es. Paiara)
600 gr. di zucchero semolato
2 cucchiai di miele di castagno

Allora intanto per la scelta dei peperoncini sta a voi, dipende da quanto amate il piccante... noi osiamo, ma vi consiglio quelli che a prescindere dalla piccantezza abbiano comunque un buon sapore. Il lavoraccio è togliere tutti i semi, quindi se volete risparmiare fatica, sceglieteli belli grandi! Per chi ha la pelle delicata o vuole strafare, consiglio anche l'uso di un bel paio di guanti durante l'operazione (mia madre s'è ustionata le mani! :))
Prendete 1 Kg di peperoncini a cui avete tolto i semi, metteteli in una pentola con 1 bicchiere di vino rosso che vi piace (ovvio, non un'Amarone, un vino da tavola va più che bene!), e fate cuocere finchè i peperoncini non si siano ammorbiditi (una decina di minuti). Fate raffreddare un pò, poi frullate il tutto.
Aggiungete 600 gr. di zucchero (come nella marmellata normale, se vi piace più dolce, aumentate fino a 800 gr.) e lasciate a macerare 5 o 6 ore.
Mettete il tutto in un pentolone a "marmellatare" a fuoco medio, girate di tanto in tanto e quando vedete che si sta addensando (prova del piattino docet) aggiungete 2 cucchiai di miele di castagno e mescolate finchè non avrete raggiunto la consistenza desiderata.
Nel frattempo sterilizzate i vasetti, e poi invasare la marmellata ancora bollente, chiudere i vasetti, metterli a testa in giù e lasciar raffreddare.
Vi giuro che è fantastica!