giovedì 29 ottobre 2009

PIZZA ALLA GRIGLIA


Ci sono giornate da dimenticare, e poi... c'è anche di peggio. Ci sono quei giorni che iniziano una meraviglia pieni di energie e buoni propositi finchè ad un certo punto non arriva una notizia che ti piomba tra capo e collo come un fulmine a ciel sereno... Ieri è stato uno di quelli. Svegliati tutti belli pimpanti, la padrona di casa ha deciso di comprarcelo lei il frigo perchè tanto noi tra un pò ce ne andiamo e che ce ne dobbiamo fà di un frigo nuovo, wow, ma com'è carina... e così piena di gioia ed energie stendo le ultime 5 lavatrici che avevo in arretrato (avete idea voi di quanto si possa lavare in una famiglia con un atleta e due bambini?), metto a posto casa, porto a scuola Andrè... ed eccoci, la famigliola felice che si avvia alla ricerca del nuovo frigorifero, tutti pimpanti e saltellanti, deve essere proprio un buon periodo questo... trallalà trallalà... driiin driiin, ah no, non era il nostro stato d'animo, è il telefono di Leonard (suoneria: il coccodrillo come fà!!! E' proprio vero che quando si fanno i figli ci si rincoglionisce!): L'incontro programmato per metà Novembre è saltato (e con lui anche tutti i soldi ovviamente!) perchè il malefico avversario non se la sente e presenterà un certificato medico... NON SE LA SENTE???? E poteva dirlo 3 mesi e passa fa quando si stavano prendendo accordi così evitava di far allenare una persona a vuoto e gli lasciava la possibilità di organizzarsi diversamente!!!! ODIO, ODIO, ODIO... Io lo sapevo... me lo sentivo che c'era qualcosa che non andava...
C'abbiamo un frigo nuovo, ma a sto punto preferivo tenermelo scassato! E per di più da due giorni a questa parte ci deve essere decisamente qualcosa che non va in me... Karma negativo??? Non so quanta roba ho scassato in tutto ma solo oggi 3 bicchieri e una zuccheriera... bah! Non lo faccio a posta lo giuro!!!
Come sempre quando subentra la depressione noi SE MAGNA, e così oggi a pranzo ci siamo sparati queste... L'avevo letto sul sito del cavolo, che quel geniaccio di Donna Hay aveva avuto quest'idea favolosa... e chi meglio di me (che a sto punto il forno me lo tengo scassato, che non voglio altri inconvenienti peggiori!), poteva cogliere al volo la cosa?

PIZZE ALLA GRIGLIA STRACCHINO, PORRI E PROSCIUTTO:
per 4 pizze medie (noi ci abbiamo stramangiato in tre a pranzo!)

300gr. di Farina0
1/2 cubetto di lievito di birra (ho fatto a occhio... la metà più grande!)
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaino raso di zucchero
olio
acqua tiepida
Fare un impasto bello morbido ed elastico con gli ingredienti sopra elencati (ovviamente il lievito di birra fatelo prima sciogliere in acqua tiepida) e lasciar riposare per 1 ora circa.
Riprendere l'impasto e dividerlo in 4 parti uguali. stenderle con un mattarello (o con una bottiglia come faccio io ;)!) abbastanza sottili. Spennellare un lato con dell'olio EVO e cuocere dal lato oliato su una piastra di ghisa. Quando un lato è cotto, inoliare anche l'altro lato e girare la pizza. Posarvi sopra in abbondanza
stracchino
prosciutto toscano salato (per me, ovvio!)
porri tagliati a rondelle e fatti precedentemente rosolare in un pò di olio EVO.
Non potevo crederci... è incredibilmente buona, una via di mezzo tra pizza e piadina ma davvero una delizia, ormai sarà un must in famiglia, facile veloce e semplicemente troppo superiore a quanto ci si possa mai aspettare!!!

martedì 27 ottobre 2009

COOKIES AVENA E UVETTA



Allora, brevi aggiornamenti: Il frigo nuovo ancora non è arrivato :(, ieri niente cena fuori bensì dalla nonna perchè avevamo troppa roba da smaltire :(, ma in compenso ho approfittato della presenza di un forno per consolarci con dei biscottini :)!!!

COOKIES AVENA E UVETTA:

150gr. di burro
1 uovo grande
90 gr. zucchero di canna scuro
90 gr. zucchero semolato
200 gr. fiocchi d'avena
70 gr. uvetta
160 gr. di farina
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale

lavorate in una ciotola il burro con i due zuccheri e l'uovo intero. Quindi aggiungere la farina, il lievito ed il sale. Infine aggiungere i fiocchi d'avena e l'uvetta. Si deve ottenere un impasto abbastanza denso e poco colloso, semmai aggiungete un cucchiaio di farina. Io ho formato i miei cookies con le mani, ma potete anche mettere l'impasto a cucchiaiate su una teglia con carta da forno, schiacciandole un pò e dando loro la forma tipica dei cookies. Infornare a 150°C per circa mezz'ora!
Grazie a Fiorix che mi ha ricordata, partecipo alla raccolta del criceto goloso sui biscotti:


lunedì 26 ottobre 2009

ORZO ALLE PATATE CON ERBETTE E CREMA D'AGLIO


Buon Lunedì intanto!!! per me spero sia meglio della domenica come minimo.... Allora ieri ci si è scassato definitivamente il frigo, col freezer e tutto, quindi potete immaginare una famiglia di 4 persone che alle sette di sera del primo giorno di cambio d'orario (per cui sembravano almeno le 22!!!, carica una macchina con un'infinità di buste contenenti cibo... destinazione: nonna, o meglio frigo e freezer della nonna!
Quindi è giunta l'ora di cominciare a fare qualche acquisto per la casa... voi vi starete chiedendo perchè non lo abbiamo iniziato a fare già da un pezzo, e la risposta è che vorremmo andarcene quanto prima, da questa casa, da firenze, dall'Italia (non chiedetemi dove come quando!!! L'avete capito o no che siamo quelli dell'ultimo secondo?), quindi pensavamo di sopravvivere gli ultimi mesi così... e invece no, il frigo ci ha detto chiaramente che non è modo di comportarsi e noi agiremo di conseguenza, sob! Per ora ci sono verdure, vasetti e cose improbabili sparse per tutta la casa, in attesa del nuovo re della cucina.... ma vediamola positiva, magari stasera, nonostante la dieta si dovrà andare a cena fuori! ;) Ieri ero davvero depressa... ci sono giorni in cui sembra che il mondo vada proprio al contrario di come vorremmo, ma forse in fondo non è male quando qualcosa arriva a dirti di darti una mossa e di prendere una decisione... intanto abbiamo annunciato alla proprietaria che abbiamo intenzione di andarcene... e già è un passo avanti!
Comunque, impossibilitata come sono a cucinare ed anche ad entrare in cucina perchè non appena vi metto piede mi vengono le lacrimuccie, vi lascerò una ricetta che ho fatto un pò di tempo fa sperando di ricordarmi tutto. Un orzo delizioso, davvero, soprattutto se fatto con le patate e l'aglio dell'orto dei miei, il proprio olio, le erbette del proprio giardino, insomma i sapori sono decisamente altri, rispetto alla stessa cosa con ingredienti del supermercato.
Ah, quasi dimenticavo che l'ha mangiato anche Andrè, con gran gusto... non potevo credere ai miei occhi, a lui non piacciono le patate di solito, bah... i bambini non smetteranno mai di stupirci!

ORZO ALLE PATATE CON ERBETTE E CREMA D'AGLIO:

4 spicchi d'aglio
2 patate
2 manciate di erbette (io ho usato basilico greco, basilico rosso, mentuccia, timo, salvia)
brodo di verdure
300 gr. d'orzo

Sbucciare l'aglio e farlo rosolare per dieci minuti in un pò d'olio caldo, poi toglierlo e metterlo da parte. Sbucciare le patate e tagliarle a dadini, farle rosolare nell'olio con le erbette tritate finemente, aggiungere l'orzo e farlo tostare. Poi coprire il tutto con brodo di verdure bollente (io l'avevo pronto ma altrimenti va bene anche solo acqua calda) e lasciar cuocere per 40 minuti circa. Quando le patate saranno morbide, prenderne 4 o 5 dadini e frullarle insieme all'aglio che avevate messo da parte. Alla fine aggiungere la crema d'aglio all'orzo e se volete servire con del parmigiano grattugiato ed un filo d'olio a crudo!

venerdì 23 ottobre 2009

I NECCI

Quando ho letto del concorso indetto da Genny e sponsorizzato dalla Compagnia del cavatappi, mi sono subito messa a pensare a quale delle diverse regioni italiane in cui ho vissuto, onorare con una ricetta tipica... così mi sono venute mille idee finchè non mi sono resa conto che in effetti sarebbe stato alquanto arduo e costoso reperire i prodotti necessari qui a Firenze, così mi sono detta, ma sì, buttiamoci sulla Toscana... in fondo dal punto di vista culinario la amo, ed anche parecchio!!!
Mi son venuti subito in mente i Necci perchè ci sono particolarmente affezionata! Quando studiavo e non avevo ancora famiglia (ben 4 o 5 anni fa! ;)) lavoravo in un bar di piazza Santo Spirito (la mia piazza del cuore a Firenze!) per mantenermi. La Domenica si alternavano diversi mercati, da quello dell'antiquariato a quello dei cibi biologici ed io ero sempre di turno, così, finito il lavoro, con una mia collega, non ci facevamo mai mancare un salto dai signori dei necci... due vecchietti tenerissimi, marito e moglie, di una lentezza sorprendente, che sembravano catapultati da qualche mondo lontano o da altri tempi. Era bello stare lì ad osservare i loro movimenti antichi ed innati nella mezz'ora che ci mettevano a prepararti due necci, e rendersi conto che nonostante tutto, in questo mondo frenetico e sempre più vorticoso c'è anche chi non è stato trascinato dentro e continua a vivere in una maniera quasi sconosciuta ai più! Insomma non ce li perdevamo quasi mai, nonostante gli altri colleghi e conoscenti ci prendessero in giro e si interrogavano su che senso avesse stare mezz'ora ad un banchetto per aspettare quei cosi, piuttosto che sedersi a farsi un bell'aperitivo comodo e meritato. Ma a noi piaceva così (magari dopo si faceva pure l'aperitivo eh... ma i necci ci volevano!).
La cosa che mi ha spinta poi a scrivere di questa ricetta, che poi è talmente semplice che non è quasi una ricetta, è che non ho mai conosciuto nessuno che sapesse cosa sono i necci, e vivo in toscana... figuriamoci in altre zone d'Italia!
Allora il prodotto DOP in questione è la FARINA DI NECCIO DELLA GARFAGNANA. Neccio è il termine locale per indicare la castagna, ed anche il nome della ricetta che vi proporrò di seguito! La Garfagnana è una zona in provincia di Lucca situata tra le apuane e l'appennino tosco emiliano. In queste zone i castagni sono stati per secoli una delle principali fonti di sostentamento per le popolazioni, e cercando un pò, si possono trovare davvero un sacco di ricette interessanti per tutte le portate, fatte con le castagne (ad esempio la polenta di farina di castagne... voglio provare!). Ma per lo più ormai, la farina di castagne viene utilizzata in ambito dolciario e non sono poi tanti i dolci conosciuti che ne prevedono l'utilizzo.
La coltivazione del castagno nella zona della Garfagnana ha origine già intorno all'anno mille. Poi in seguito al boom demografico vaste aree incolte vennero coltivate a castagni tanto che in breve tempo venne ad affermarsi l'idea del castagno come "albero del pane"! Il profondo legame con il territorio è testimoniato anche da disposizioni severe riguardo la raccolta dei frutti e l'esportazione, che si trovano già nella seconda metà del 1300.
La farina di neccio della Garfagnana DOP è ottenuta da 8 varietà locali di castagne. I frutti vengono raccolti a mano, essiccati per quaranta giorni nei cosiddetti "metati" (strutture apposite di legno e pietra) dove il fuoco viene alimentato esclusivamente con legna di castagno. Poi le castagne vengono selezionate una ad una e macinate nei caratteristici mulini a pietra della zona.
Queste costruzioni, mulini e metati, hanno caratteristiche architettoniche e strutturali particolari, tanto che, sia nel disciplinare che nei regolamenti edilizi comunali, esistono vincoli affinchè possano essere tutelati come segni di cultura locale e di legame con il territorio.
Il colore della farina va dal bianco all'avorio scuro (a quanto dicono! la mia è piuttosto sul bianco grigiognolo!), la consistenza è quella della farina un pò più densa e appiccicosa, il sapore è quello delle castagne, dolce e.... puzza! Ebbene sì ha un'odore tutt'altro che invitante, almeno secondo il mio parere, ma se l'assaggi è buona, e questo è quel che conta!
Ha ottenuto la designazione di prodotto DOP nel 2004. Va conservata in luogo fresco ed asciutto!
Ma bando alle ciancie, eccovi la ricetta dei necci:

NECCI RICOTTA E MARMELLATA DI FRAGOLE:


L'idea di aggiungere la marmellata di fragole è stata mia perchè da piccola pane, ricotta e marmellata di fragole era la colazione preferita mia e di mio papà. In realtà i necci con la ricotta sono piuttosto un piatto salato e di solito si accompagnano con salumi tipici della zona (ad esempio il sanguinaccio, che nella zona della Garfagnana si chiama Biroldo, anche se c'è qualche minima differenza tra i due che non ho capito bene!)

per i necci:
400 gr. di Farina di neccio della garfagnana Dop
acqua q. b.
2 cucchiaini rasi di sale
creare una pastella piuttosto liquida come quella delle crepes, versare 2 cucchiai in una padella antiaderente ben imburrata (devono venire un pò cicciotti!). Poi farcire con 2 cucchiai abbondanti di ricotta di pecora e un paio di cucchiaini di marmellata di fragole. ottimi a colazione (un pò pesanti forse) o a merenda!
In realtà esiste uno strumento apposito per fare i necci, I TESTI, dei dischi in metallo battutti al maglio con manico nei quali i necci vengono sicuramente molto più belli dei miei. E' un attrezzo affascinante che sa di tradizione con il quale i necci si possono mettere a cuocere direttamente sul fuoco del camino (magari alimentato da legno di castagno!). Praticamente si mettono prima a riscaldare i testi, poi si adagia su ognuno una foglia di castagno, si versa la pastella che vi ho descritto su una delle foglie, con l'altro testo si copre il primo e si schiaccia bene. Si rimette il tutto a cuocere sul fuoco... insomma più rurale di così ;)!
Ecco i Testi:
Con questo partecipo al contest di Genny e la Compagnia del cavatappi.
Se c'è qualche modo per corrompervi fatemi sapere che mi piace un sacco la possibilità di vincere un buono per simili delizie! ;)

mercoledì 21 ottobre 2009

BOCCONCINI RICOTTA E NOCI CON CUORE D'UVA!

Questo sì che è un titolo serio!!!
Oggi giornata super stressante tra pediatra, banca (malefico affitto quanto lo odio!), pranzo fuori ecc... ecc...
Finalmente riesco a rilassarmi un pò anch'io ed eccomi qua! Intanto volevo ringraziare Paoletta per aver posticipato la scadenza del suo concorso dando modo così anche a me di partecipare! (evviva... ve lo dicevo io che ero quella dell'ultimo momento!)
Questi bocconcini li ho preparati ieri sera a casa della suocera e ho dovuto letteralmente strapparli dalle mani dei commensali per salvarne qualcuno da fotografare e proporvi quest'oggi!
Ottimi come aperitivo, stuzzichino, con un bicchiere di vino e qualche buon formaggio... ve li consiglio vivamente insomma!

BOCCONCINI RICOTTA E NOCI CON CUORE D'UVA:


450 gr. di farina 0
70 gr. di noci tritate (io ho usato un mix di tutti i tipi di noci esistenti al mondo che mi era rimasto... ma insomma vanno bene le noci normali!)
100 gr. di ricotta
40 gr. di burro
1/2 cubetto di lievito di birra
acqua tiepida quanto basta
2 cucchiaini rasi di sale
uva italia

Sciogliere il lievito in un pò di acqua tiepida. Su una spianatoia versare la farina, la ricotta, la farina di noci, il sale, il burro morbidino e l'acqua con il lievito. Impastare, aggiungere l' acqua necessaria ad ottenere un impasto liscio e morbido, non troppo denso. Porre l'impasto in una ciotola e far lievitare un'ora e mezza in luogo caldo e asciutto. Quindi riprendere l'impasto, formare delle pizzette di dimensioni uguali e, incorporando al centro di ognuna di loro un'acino d'uva, creare delle palline tonde tonde e non troppo grandi. Mettere i bocconcini ottenuti su una teglia rivestita di carta da forno distanziandoli l'uno dall'altro e lasciar lievitare un'altra ora (cioè io l'ho lasciati un'ora dato che ho avuto vari problemucci da risolvere nel frattempo come al solito, ma insomma basterebbe anche una mezz'ora!). Infornare a 180° per 40 minuti, o per quanto desidera il vostro forno!
E come dicevo, con questa ricetta partecipo al giochino d'autunno di Paoletta, grazie grazie grazie ancora di accettare questa ritardataria cronica!!! penso di aver rispettato tutte le regole: Non ho usato uova ed ho aggiunto la ricotta right?!

martedì 20 ottobre 2009

CROSTATA ALLA ZUCCA E SCIROPPO DI ZENZERO VERSIONE 1


Ieri era il complemese di Frida... 6 MESI... Incredibile! Forse siamo gli unici a festeggiare i complemesi dei nostri bimbi dato che tutti rimangono stupiti quando ne parliamo ma sarà che è un modo per prepararci una buona tortina (nonostante la festeggiata non possa mangiarla!), sarà che i bimbi così piccoli cambiano incredibilmente tanto da un mese all'altro, che vale la pena festeggiarlo, insomma noi l'abbiamo sempre fatto e ci piace!
Ho pensato quindi di cimentarmi in una cosa mai fatta... un dolce alla zucca, e dato che la crostata è la quintessenza del pugile (chissà come faranno i poveri pugili del resto del mondo in cui le crostate sono sconosciute! ;)), ho voluto unire le due cose! Ho riscontrato qualche problemuccio (ad esempio un pò di sbruciacchiatura come vedrete dalla foto) ma il risultato è davvero buono... quindi mi impegno a rifarla modificando un paio di cosette, tenendola in forno un pò meno, e riproponendovela quanto prima. A mia discolpa riguardo al colore un pò scurino c'è da dire che quando sono andata a controllare la mia tortina nel forno della vicina (eh sì ancora!) alle sette di sera, non era ancora pronta e, dovendo io necessariamente andare a prendere mio figlio a scuola, l'ho lasciata alle sue cure che si sono rivelate un pò tardive! Lo so, magari se la infornavo un pò prima... ma io sono quella dell'ultimo minuto e per quanto mi sforzi... non si riesce a cambiare! e resta una gratitudine infinita per la vicina cara che mi sopporta ancora!

Ed ecco a voi la festeggiata con l'aria di chi dice: Incredibile! Ce l'hanno fatta a darmi finalmente qualcosa da mangiare! Eh sì perchè questa bimba è da quando aveva tre mesi che ogni volta che ci mettiamo a tavola comincia a dimenarsi e a cercare di acchiappare ogni cosa di commestibile che le passi accanto... e finalmente è arrivato anche per lei il momento del cibo solido, o meglio, semisolido!


CROSTATA ALLA ZUCCA E SCIROPPO DI ZENZERO:

PER LA PASTA FROLLA:
250 gr. di farina 0
50 gr. di mandorle tritate (dell'albero del giardino dei miei mmmmmmmmh!)
150 gr. di burro
150 gr. di zucchero
3 tuorli (di uova piccole, o 2 di uova grandi!)
1 pizzico di sale
Ne è anche avanzata un pò per fare dei biscottini regalati alla vicina!

PER LA CREMA DI ZUCCA:
500 gr. di polpa di zucca
40 gr. di burro
60 gr. di zucchero di canna
2 cucchiai ca. di sciroppo di zenzero (io avevo congelato quello che mi era rimasto dallo zenzero candito... non so se esiste anche in commercio!)
100 ml di panna

Fare la pasta frolla versando tutti gli ingredienti su una spianatoia e lavorandoli velocemente fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Avvolgerlo nella pellicola o in uno straccio bagnato (cioè umido) e mettere in frigo.
Far cuocere la zucca tagliata a dadini in una padella con qualche cucchiaio d'acqua (poca mi raccomando!) finchè non si ammorbidisca completamente. Per chi ha un forno forse è meglio far cuocere la zucca su una teglia in forno, rimarrà di sicuro più asciutta!). Frullare la zucca con il burro in una ciotola e lasciar raffreddare. Quindi aggiungere lo zucchero e lo sciroppo di zenzero e frullare ancora il tutto. Infine montare la panna a parte ed incorporarla delicatamente alla crema.
Foderare una teglia imburrata e infarinata con la pasta frolla, bucherellarla sul fondo con una forchetta e versarvi il composto zuccoso! Infornare a 180° per 45 min. (arrivate pure a 55, ma magari non a 70 ;)). Non preoccupatevi se la crema non vi sembrerà abbastanza solida. Si solidificherà raffreddando. Servire solo dopo averla fatta raffreddare completamente!
la prossima volta proverò a mettere qualche uovo nella crema... vi terrò aggiornati!

Volevo anche ringraziare Pinar e Irene e Gennaro per avermi recapitato questo e lo giro a Barbara perchè mi ha dimostrato un'interesse e un'amicizia particolare e a Mariù che si è presa a cuore la mia intenzione di trasferirmi a Berlino, regalandomi tutto il suo entusiasmo per questa città!

lunedì 19 ottobre 2009

IL FESTIVAL DELLA CREATIVITA'

Allora, premettiamo che ci sono stata di Domenica pomeriggio con due bambini... perciò non aspettatevi quello spirito di osservazione acutissimo che di solito mi è proprio ;)!
Vi do giusto le mie impressioni!
Io non amo molto la città in cui vivo. Trovo che Firenze sia noiosa da morire che non ci sia quasi mai niente di interessante e quando c'è, o viene talmente pompato da farti passare la voglia (vedi ad Es. Fabrica Europa) o, cosa che accade più spesso, è talmente poco pubblicizzato che hai fortuna se vieni a saperlo qualche giorno dopo la sua fine!
Per concludere con gli elogi trovo che sia una città falsa, di facciata e ovviamente il tutto si rispecchia in quelle poche manifestazioni sponsorizzate dal comune. Beh, questa volta sono rimasta stupita! Mi è sembrato tutto molto ben organizzato, interessante e con tanti spunti sui fronti più vari!
Gli spazi dedicati ai bambini funzionavano alla grande, tutto molto bello e i temi e le attività davvero coinvolgenti... quasi quasi avrei partecipato io a tutti i laboratori (dal trova il DNA della banana, al come creare decorazioni davvero elaborate con una bottiglia di plastica!). Andrè s'è divertito molto e si è subito lasciato andare nonostante sia un bambino piuttosto timido!



Non sto neanche a dirvi che questa è stata l'area da noi più visitata!
Comunque, nonostante non sia riuscita a partecipare a nessuna iniziativa, leggendo il programma del caffè filosofico, c'erano interventi davvero degni di nota così come da non perdere gli spazi "Supernova" dedicati ad innovazione e tecnologia a tutto tondo!

E infine lo spazio che ci interessa di più: quello dedicato alla cucina: De gustibooks e Food Design... beh, questo mi ha deluso. Ripeto che non ho partecipato a nessuna conferenza e iniziativa ma per il resto era tutto così commerciale... i libri in vendita per niente particolari, a parte una serie di libricini dedicati ognuno ad un ingrediente e molto carini, l'evento più sponsorizzato "i 21 panini d'autore", che a leggerne le ricette sembravano per lo più disgustosi (e poi dai... lasciamo al panino la sua essenza prima!)... insomma non mi ha entusiasmato nel complesso. Le cose che mi hanno colpito invece sono:
1. Lo stand di una designer di cose per la casa e in particolare per la cucina, Ivana Carmen Mottola (quanto vorrei quelle tazzine il cui manico è fatto da un cucchiaino)


2. Le piastrelle con accessori per la cucina (orribili per inciso, ma talmente buffa come idea che non si può far a meno di ammirare se non altro l'immaginazione umana!)


Insomma, per una volta sono felice di aver partecipato ad un evento in questa città e volevo rendervi partecipi nonostante ormai sia finito e quindi non potrete andarci!



sabato 17 ottobre 2009

CREMA DI ZUCCA E CARDAMOMO


Finalmente ho un pò di tempo per stare un pò davanti al pc e lasciare una ricettina!!! in questi giorni gelidi una bella zuppetta ci sta sempre bene... poi se ci mettiamo la zucca... che è in assoluto una delle mie verdure preferite... diventa praticamente una coccola quasi come un dolcino!
Vi auguro un buon fine settimana... Almeno mi rifaccio un pò, visto che questa settimana i miei post sono stati un pò miserelli!


CREMA DI ZUCCA E CARDAMOMO
per 3:

800gr. ca. di zucca
1 patata
1 scalogno
brodo di verdure
4 semi di cardamomo essiccati
3 rametti di timo
1/2peperoncino
sale
pepe
crostini

Far soffriggere lo scalogno tagliato fino, con il peperoncino, i semini che trovate all'interno dei semi di cardamomo essiccati e il timo. Quindi aggiungere la zucca e la patata tagliata a dadini e far rosolare un pò... quando si è ben insaporita, aggiungere il brodo di verdure (ovviamente prima dovrete farlo!), a coprire i dadini e lasciare sul fuoco finchè il brodo non si sarà ridotto quasi del tutto. A questo punto buttare tutto in una ciotola e frullare con un frullatore ad immersione. Quindi rimettere sul fuoco... se si desidera più liquido, aggiungere un pò di brodo e far cuocere finchè non si ha la consistenza desiderata. Aggiustare di sale e pepe e versare in piatti o ciotole che siano. Condire con un filo d'olio a crudo e con i crostini... secondo me ci stavano bene anche sei pezzetti di patate e zuccha fritte o alla griglia... ma ci ho pensato troppo tardi!

venerdì 16 ottobre 2009

PER IL WBD MEDITO SU QUANTO SONO FORTUNATA

In casa nostra il pane lo fa il marito. Per questo qui non troverete facilmente ricette per il pane... Un paio di volte c'ho provato anch'io, ma non so perchè non è mai la stessa cosa... è un pò come il pollice verde, se non ce l'hai ti puoi sbattere e puoi studiare quanto ti pare, ma le tue piante sembreranno sempre un pò sofferenti.... così per il pane, io mi metto lì, studio, leggo, ricerco, rispetto dosi e tempi ma alla fine il pane non esce mai perfetto come quello di Leonard che invece aggeggia, senza rispettare alcuna regola apparente, butta farine di qua e di là, impasta et voilà!!! Insomma, c'ha l'anima del fornaio quindi, anche volendo non potrei neanche darvi le sue ricette perchè in pratica va a caso. Comunque il pane di casa nostra è rigorosamente a lievitazione naturale... da quel dì di qualche anno fa quando Leonard si mise in testa di fare la pasta madre, non la molla più e la riempie di cure e attenzioni, come fosse il nostro terzo figlio... ne ha passate di disavventure la poveretta, come ad esempio rimanere qualche minuto nel forno acceso... ma alla fine grazie all'amore infinito del suo creatore ha sempre superato ogni crisi alla grande (oddio mi sembra di star diventando un pò blasfema! ;))
Insomma tutto questo per dire che sono una donna fortunata e che ringrazio la mia dolce metà per tutto il bene che ci fa!
E' proprio una bella iniziativa quella del Worl Bread Day, di Zorra (il mio gatto si chiama Zora...)
e così ci tenevo a parlare di pane quest'oggi anche se non con una ricetta, (sorry!)

mercoledì 14 ottobre 2009

PESTO DI ZUCCA


Oggi siamo veloci veloci... ci viene a trovare il nonno da Roma, vi lascio un ricettuzza ideale per i bimbi. O meglio, a me è venuta in mente il week end scorso quando è venuta a dormire da noi la cuginetta di Andrè e Frida. La domenica a pranzo il frigo era praticamente vuoto e c'era rimasto giusto un pezzetto di zucca. Ora di certo il mio bambino la zucca a pezzi non la mangerà neanche se fosse sul punto di morire di fame, e la cuginetta ancor meno, così ho pensato di eliminare il problema verdura a pezzettini e creare un piatto in cui tutto è ben amalgamato, per cui, se vuoi mangiare, ti tocca prendere tutto insieme!

PESTO DI ZUCCA:

Un pezzetto di zucca
qualche rametto di timo
Un pezzetto di cipolla
una manciata di pinoli
qualche seme di zucca
olio Evo
sale
pepe

Tagliare la cipolla a dadini piccini e farla appassire in una padella. Tagliare la zucca a fettine e metterle sulla griglia condite con il timo finchè non diventano morbide morbide. Quindi prendere tutti gli ingredienti, metterli in una ciotola e con il frullatore ad immersione dargli una frullata non troppo minuziosa, abbastanza grossolana! Pesto pronto e i bimbi hanno leccato il piatto ;)

martedì 13 ottobre 2009

CIOCCOLATO E PERE... PER LA RAI!


Oggi a mezzogiorno si è presentata la troupe di Rai 3 per fare un servizio su Leonard nel suo ambiente familiare. Certo che questi non potevano farsi venire in mente niente di meglio.... ieri ho passato la giornata a pulire la casa come un ossessa, ed ho pensato che doveva pur esserci qualcosa da offrire ai nostri ospiti, quindi, dato che non avevo nessuna intenzione di preparargli il pranzo ;), cosa c'è di meglio di un dolce? Starete pensando: "beh, finalmente hai sostituito il forno!" Macchè! Noi siamo famosi per la nostra irrecuperabile lentezza nel fare tutto! Quindi un grazie particolare va alla mia vicina di casa disposta ad infornarmi le torte alle otto di sera e a vedermi entrare in cucina ogni dieci minuti per controllare che tutto vada bene mentre loro stanno cenando!
Giorni fa, girellando per blog, ho visto queste splendide tortine, ed ho pensato che io mai, ma proprio mai, avevo fatto un dolce cioccolato e pere, anche se l'accostamento mi piace assai. Così ho pensato fosse la volta buona per sperimentare.
Per chi fosse curioso di vedere il servizio sulla mia dolce metà, Andrè che si diverte a fare a pugni col suo piccolo sacco appeso in camera, Frida che si sbellica dalle risate, o me medesima che rossa come un peperone cerco di comporre una frase coerente, rimanete sintonizzati, vi farò sapere quando va in onda! Alla fine la torta non l'hanno assaggiata (non è che s'aspettavano il pranzo;)!), peccato... ed io che speravo di diventare subito una cuoca famosa! ;) Quindi mi sa che metà andrà alla gentilissima vicina e l'altra non è che sopravviverà più di tanto a me e ad Andrè perchè è davvero troppo buona! E poi forse per la prima volta in vita mia, ho fatto un dolce esteticamente impeccabile, che non sbriciola tutto quando lo tagli, insomma una garanzia per qualsiasi occasione!
Ultimamente vi sto viziando... tre dolci di seguito!!! Da ora in poi si inizia con il pollo ;)!

DOLCE PERE E CIOCCOLATO:


100 gr di burro
100 gr di zucchero
2 uova
70 gr. di panna acida (perchè giustappunto i dolci con un chè di nordico sono sempre più buoni!)
55 gr di cacao amaro
100 gr. di farina
1/2 cucchiaino di lievito
un goccio di latte (1/4 di bicchiere circa... ma probabilmente le uova erano un pò piccole)
2 pere

Lavorare il burro con lo zucchero con una frusta fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere le due uova ed incorporarle bene, quindi aggiungere la panna acida e continuare a lavorare con la frusta. Con un cucchiaio di legno incorporare il cacao amaro e la farina miscelata al lievito. A questo punto il mio composto era un pò troppo solido e quindi ho aggiunto un pò di latte, ma vedete voi, magari non ce n'è bisogno. Versare il composto in una teglia rivestita di carta da forno e adagiarci sopra le pere succiate e tagliate a fettine secondo il disegno che più vi piace. Infornare a 180° per 40 min. ca.

lunedì 12 ottobre 2009

ZWETSCHKEN KUCHEN.... DOLCE ALLE PRUGNE



Lo so lo so è impronunciabile.... ma questo è uno dei dolci preferiti della mia infanzia austriaca. Spesso passavo i mesi estivi con i nonni nordici e non potrò mai dimenticare come mi piacesse avere ogni giorno una torta sfornata di fresco. Per lo più con la frutta colta nel giardino della casa di campagna, e quindi oltre che con un sapore unico anche con la gioia della partecipazione! Era bello svegliarsi la mattina e trovare un dolcino appena sfornato per me: Ebbene sì... sono un'inguaribile dormigliona, fin da piccola (anche se c'è da dire che pure i nonni nordici erano a dir poco mattinieri!). Così dopo aver provato a svegliarmi in tutti i modi, dall'aspirapolvere alle chiacchiere davanti alla porta della mia camera con tutti i vicini di passaggio, finalmente l'odore di buono faceva il suo dovere ed io mi alzavo di buon umore (non è mai più successo da quei tempi lontani!) Questa poi era la mia sveglia preferita in assoluto... fino a ieri non avevo mai provato a rifarla finchè il concorso di jul's non ha rispolverato ricordi e sentimenti ed è veramente incredibile come già il profumo quando ho aperto il forno mi abbia provocato un tuffo al cuore!
Per amor del vero devo dirvi che il tedesco è una lingua assolutamente più ricca dell'italiano (non offendetevi voi patriottici!): ad esempio il dilemma della distinzione tra kuchen e torte in italiano mi attanaglia da sempre... soprattutto perchè io non amo troppo le torten quanto i kuchen!!! Non ci state capendo niente? Avete ragione, insomma il termine kuchen sarebbe forse traducibile con dolce, piuttosto che torta ma non rende davvero bene l'idea come il termine tedesco: magari qualche altro bilingue del web potrebbe venirmi incontro per diramare i miei dubbi! Io la butto lì, 'n si sa mai!
Tutto sto pensare a nomi e lingue poi m'ha fatto sorgere un'altro dubbio esistenziale: perchè caspita il plum cake si chiama plum cake? Che c'azzeccano le prugne? (Giuro che non sto cercando di fare sfoggio delle mie, pur notevoli ;), conoscenze linguistiche!!!)
Vabbè, eccovi la ricettuzza:
Questa che vedete nella foto è una piccola tortina conservata per il mio sfizio, il dolce vero e proprio l'ho portato dalla cognata!

ZWETSCHKEN KUCHEN:
per una teglia piccola


125 gr. di burro
100 gr. di zucchero
1 cucchiaio di zucchero vanigliato
2 tuorli
2 albumi
150 gr. di farina
1 cucchiaino raso di lievito
1 cucchiaio di rum
50 gr. noci
latte
prugne o susine

Sbattere i tuorli, lo zucchero e il burro con le fruste finchè non si ottiene un composto schiumoso... molto schiumoso! Aggiungere quindi ad uno ad uno gli ingredienti: le noci frullate e ridotte in farina, il rum, la farina unita al lievito, ed infine gli albumi montati a neve! Se l'impasto vi sembra troppo solido aggiungete un pochino di latte (mezzo bicchiere al massimo). Versate il composto in una teglia precedentemente imburrata ed infarinata, adagiatevi sopra le prugne tagliate a metà o a fettine, a seconda di come preferite, e infornate a 180° per 40 min. ca. (poi si sa, i forni hanno una propria personalità... quindi vedete un pò il vostro cosa ne pensa!). Facile facile ma buona buona...
Allora con questo dolce partecipo al concorso di Jul's Kitchen e Macchine Alimentari, Sunday Morning.



sabato 10 ottobre 2009

CACHI IN BICCHIERE



Finalmente anche su questo blog si vede qualcosa di goloso! ;)
Ok, lo so, un foodblogger serio ribattezzerebbe questo dolcino in PICCOLI CHEESECAKE CON MOUSSE VELLUTATA AL DIOSPERO o qualcosa di simile, di più elegante... ma quando ho fatto per la prima volta questi bicchierini il nome è nato immediato insieme a loro e così mi sembrava poco carino cambiarglielo solo perchè adesso c'ho un blog!
I cachi, o diosperi, o chiamateli un pò come vi pare, sono dei frutti strani, in realtà dei poveri sfigati... tutti li trovano buonissimi ma alla fine nessuno li mangia! E' strano, sembra che non sia mai il momento giusto, quando hai voglia di frutta non sono adatti... troppo dolci, poco freschi, quando hai voglia di dolce sono troppo fruttosi, troppo poco goderecci, così quei poverini se ne stanno lì ammirati da tutti, aspettando di marcire perchè tanto nessuno li mangerà. I miei hanno 2 alberi di cachi davanti casa e così l'anno scorso, quando ci hanno portato una vagonata di questi poveri frutti, non sapevo proprio più che farne: (tra l'altro una volta maturi, marciscono anche abbastanza in fretta!) così mi sono "inventata" il cachi in bicchiere! Facile, veloce, buonissimo... e si riesce a consumare anche un bel pò di cosi di troppo!!!
Li ho rifatti ieri... sono tornata a casa, dopo la conferenza stampa per il libro di leonard, ho visto che c'era il sole e mi sono messa all'opera... giusto uno sfizio per me e Andrè. Una volta finiti, mi preparo ad uscire per fare qualche foto per il blog, e.... diluvia!!! Ora non è possibile che io sia così sfigata... ci avrò messo un quarto d'ora a preparare i dolcini, ma il tempo ormai era cambiato irrimediabilmente!!! Ho provato di tutto, anche a creare un set fotografico in casa ma niente da fare... le foto erano una vera schifezza: Se poi ve le presentavo abbinate al titolo (Cachi in bicchiere!) Mi sa che il mio blog avrebbe fallito miseramente... così ho conservato un bicchierino per oggi, (cosa non si farebbe pè sto blog!) e con un tempo almeno decente gli ho fatto qualche scatto!



CACHI IN BICCHIERE
per 3 bicchierini

6 biscotti frollini
1 cucchiaio di burro fuso

170 gr. ricotta
4 cachi medi (di quelli belli molli)
150 ml. panna
1 cucchiaio di zucchero
pinoli per decorare

Sbriciolare i biscotti, unirvi il burro e foderare col composto ottenuto i 3 bicchieri.
Spellare 3 cachi e ricavarne solo la polpa. In una ciotola ridurre ad una purea con un frullatore ad immersione. Aggiungere la ricotta e lavorare con un cucchiaio di legno. A parte montare la panna con un cucchiaio di zucchero ed aggiungerla al composto incorporandola delicatamente. Disporre la crema nei tre bicchieri lasciando un pò di spazio per la mousse di cachi. Spellare e prendere la polpa dell'ultimo cachi e frullarlo insieme a qualche goccia di limone. Decorare i bicchierini con i cachi frullati e con qualche pinolo!



giovedì 8 ottobre 2009

HOME MADE SEITAN...PARTE SECONDA!

Eccomi qui fanciulle (e fanciulli)... per i tanti che attendevano notizie ecco il verdetto: è esattamente come il seitan... quindi se ne fate uso frequente, non esitate a mettervi all'opera.
Come predetto ho deciso di cucinare i miei due blob in due maniere differenti: la prima seguendo l'entusiasmo della mia dolce metà che voleva il sostituto della bistecchine e la seconda seguendo il mio istinto che vuole dare ad ogni ingrediente un pò la sua dignità: e signori e signore, non c'è dubbio, AVEVO RAGIONE IO!!!


Questa è la versione "classica", spesso utilizzata dai vegetariani, quindi per tutti voi basta passare il seitan fatto in casa (come vedete QUI) sulla griglia e poi adagiarlo su un letto di rucola selvatica e guarnire con qualche pomodorino pachino! Mio personalissimo verdetto: Senza infamia e senza lode... per farne questo io non lo rifarei, ma come si dice... de gustibus...




Ed eccoci alle mie personali sperimentazioni nelle quali il nostro caro amico seitan assume tutt'altro significato, e diventa ingrediente importante e indispensabile, ma soprattutto graditissimo.

RISO ALL'ORIENTALE CON SEITAN FATTO IN CASA:


200 gr. circa di Seitan fatto in casa (per il procedimento vedi QUI)
1 broccolo
2 carote
1 cipolla
un pezzetto di zenzero
peperoncino
2 foglie di lemongrass essiccato
una manciata di mandorle spellate
sale
pepe
olio EVO
1/2 cucchiaino di curry
1/2 cucchiaino di tandoori
latte
acqua
250 gr ca. di riso "long and wild"
Far soffriggere in una pentola (preferibilmente un wok) la cipolla e il seitan tagliato a dadini con lo zenzero(tagliato a pezzetti), il peperoncino, il lemongrass. Quindi aggiungere le carote tagliate a rondelle, i broccoli, e le mandorle spellate (io non le ho spellate ma le pelli poi girellavano per la zuppetta!) far insaporire e aggiungere il latte allungato con un pò d'acqua a coprire il tutto (all'incirca avrò utilizzato 300ml di latte e 100ml d'acqua). Quando le verdure cominciano ad ammorbidirsi aggiungere 1/2 cucchiaino di curry e 1/2 di tandoori, sale e pepe. Portare a termine la cottura, in modo che rimanga un pò di liquido con il quale bagnare il riso. Cuocere il riso, scolarlo e condirlo con un filo d'olio EVO a crudo. Servire insieme o separato a seconda dei gusti.


Il risultato è davvero sorprendente! Le verdure cotte nel latte che si sciolgono in bocca, i pezzetti spugnosi di seitan, il croccante delle mandorle... il tutto in un boccone! Sono talmente soddisfatta del risultato che ho deciso di partecipare con questa ricetta alla mia prima raccolta, quella sul riso di Ciccia pasticcia:




mercoledì 7 ottobre 2009

GIOCHINO


Allora, non so proprio come spiegare l'emozione nel vedere questa sorpresina, prima da PINAR, poi anche da ANNA MARIA, Grazie mille ragazze, mi avete fatto sentire davvero parte del magico mondo del Blogger! Ma non indugiamo oltre... le dieci cose che tutti vorrebbero sapere di me... forse no, ma questo è quello che sono disposta a dirvi ok?

1. C'ho un sacco di peli!!!

2. Sto cercando di prendere la mia seconda laurea ma ho dato l'ultimo esame.... mmmmmmmmmh... più di un anno fa di certo!

3. Non tollero quando le cose non vanno come voglio io! Divento nervosa e intrattabile!

4. Un tempo volevo farmi mettere sotto osservazione scientifica per il mio strano rapporto con il sonno... non penso di essere mai entrata in prima ora a scuola... quando studiavo restauro, una mia amica passava ogni mattina a svegliarmi perchè nè sveglie nè citofoni funzionavano e a volte neanche lei che mi scuoteva fisicamente, riusciva a svegliarmi davvero. Ora coi bimbi sono migliorata... mi definirei una dormigliona normale! Per fortuna piace dormire anche a loro, così per l'invidia di quasi tutte le mamme che conosco, io e i miei figli ci crogioliamo nel letto tutte le mattine almeno fino alle 10.30!

5. Sono convinta di me... non saprei come spiegarlo, non è che sono una di quelle persone sicure di se che sanno sempre come comportarsi... anzi direi piuttosto il contrario, però sono fiera del mio cervello e in generale, mi piaccio! Io direi che è più un pregio, ma se la superbia è un peccato, allora sono una peccatrice, non so fate voi!

6. Sono molto selettiva nelle amicizie!

7. Sono aperta al mondo, a tutto ciò che mi capita e sono disposta a mettere in dubbio le mie convinzioni, se qualcuno mi propone un'alternativa convincente!

8. Sono un'irrimediabile idealista e cerco di vivere non contraddicendo ciò in cui credo!

9. Non mento mai! (ok, quasi mai... una volta l'anno capita anche a me!)

10. Sono buona, carina e gentile ma non fatemi inc....are che divento una IENA!

Ora devo girare questo giochino a qualcuno: Allora, Nicol, Edi e Alem.
Ci sentiamo dopo per la seconda parte sul seitan... Grazie ancora!

martedì 6 ottobre 2009

HOME MADE SEITAN...PARTE PRIMA

Ultimamente girellando un pò per i blog, mi sono imbattuta in pasticci e pasticcini, e nella sua preparazione casalinga del seitan! Incredibile! ho pensato. Non che io sia una fan di queste cose anzi non penso di averlo mai comprato ma, in quel momento mi sono resa conto di non essermi mai neanche posta il problema di che roba fosse. Così mi sono documentata e visto che non so resistere alle sperimentazioni stile piccolo chimico, mi son data da fare. Ho visto che su internet esistono centinaia di istruzioni su come preparare questa roba, così spizzicando di qua e di là i suggerimenti che più mi piacevano mi sono creata il mio seitan... ora resta solo da capire cosa me ne farò! Io sono dell'idea che sia giusto inserire un pò gli ingredienti nel loro contesto, così avevo sin da subito scartato l'idea di adoperarlo come avrei fatto con la carne, finchè non è tornato Leonard a casa, ha visto la "bestia" ed ha esclamato: "Fantastico, stasera ce lo facciamo sulla griglia!" Insomma, mi sa che alla fine andrà metà sulla griglia e metà si presterà alle mie sperimentazioni asiatiche. Domani poi vi farò sapere come è andata. Per ora eccovi la preparazione e i procedimenti. E' divertentissimo e dà una soddisfazione immensa!

HOME MADE SEITAN... LA STORIA:

Impastare 800 gr di farina tipo 0 (volevo provare con quella di Kamut ma giustamente alla Coop l'avevano finita!) con 3 tazze d'acqua tiepida e creare un impasto morbido tipo pane. Io c'ho messo anche un pò di sale ma mi sà che non serve a niente, dato che dopo la lavi così tanto che non rimane più niente... comunque, fatto questo, ho preso il tutto e l'ho lasciato riposare una notte, che tanto comunque non avrei avuto il tempo di fare tutto il giorno stesso (c'è anche chi dice che basta un riposo di mezz'ora... fate voi!)
Questo era l'impasto la mattina dopo. Ha fatto un pò di crosticina perchè mi son scordata di coprirlo con un panno bagnato... ma tanto son cose che succedono solo a me! :)




Dunque, ho preso l'impasto e l'ho schiaffato in un colapasta che a sua volta ho messo in un altro contenitore (non ho ben capito a cosa deve servire questa accortezza, a meno che non si voglia conservare l'acqua bianchiccia per innaffiare le piante... forse a vedere quando l'acqua sarà limpida?)



A questo punto si inizia coi lavaggi. Praticamente alla fine deve rimanere solo il glutine, ossia la parte viscida e proteica della farina. Accendere il rubinetto e lavare l'impasto sotto un filo d'acqua corrente, proprio come si faceva coi panni ai pozzetti... insomma una figata! Sigrid suggerisce di alternare acqua fredda e acqua calda durante i lavaggi e di finire sempre con quella fredda (pare faccia diventare il glutine più elastico), ed io così ho fatto.
Ad un certo punto, l'impasto vi si disgregherà completamente e avrete tra le mani dei pezzi di roba viscida, ma niente paura, basta continuare a sciacquare che il tutto miracolosamente si addenserà. Qui è ancora spappolottato ovviamente!



Continuare a sciacquare finchè l'acqua che ne esce non sarà limpida... le mie "maestre" dicevano che in 15 minuti te la cavi... sarà, ma io mezz'ora ce l'ho messa tutta! Quello che uscirà fuori avrà questo aspetto:


A questo punto ho diviso l'impasto in due polpettoni e l'ho fatti sbollentare per 5 minuti, non prima però di averci appiccicato un pezzo di fazzoletto sopra che non ne voleva proprio sapere di separarsi dalla sua nuova conquista, per cui rilava il tutto ecc... ecc... fino ad eliminare ogni pezzetto della malefica carta innamorata!
Una volta sbollentati hanno un aspetto più compatto:



A questo punto viene la parte dove ognuno può usare un pò la propria fantasia. I due blob, devono bollire per un'ora circa in un brodo: Io c'ho messo 3 carote, 1 cipolla rossa, 3 spicchi d'aglio, un bel pezzetto di zenzero e una tazzina di salsa di soia (serve a dare il colore marroncino al seitan), sale, pepe, peperoncino. La ricetta originale richiede anche l'utilizzo dell'alga kombu (kon che??????????), ovviamente mai vista in vita mia, quindi eliminata da subito. Portare il brodo a ebollizione e buttarci dentro le due "COSE", quindi lasciarle bollire per un'oretta:
Per fare questa foto ho tenuto su una delle polpette con il mestolo...



.... e non potete immaginarvi il mio spavento quando, dopo dieci minuti, vado ad aprire il coperchio e mi vengono incontro questi due blob!!! Ho lanciato un urlaccio di terrore e poi mi son fatta taaaaaaaaaaante risate!



Ed eccola qui la bestia finita! Domani vi saprò dire sui suoi possibili utilizzi. Intanto l'ho riinfilato nel frigo coperto dal suo brodo (così dicono!) Vedremo vedremo!



lunedì 5 ottobre 2009

POLPETTINE DI MELANZANE ALL'EOLIANA


I miei genitori hanno una casa ad Alicudi, l'ultima e la più piccola delle isole Eolie. Uno di quei posti dove ti puoi dimenticare tranquillamente di essere in Europa nel 2009 (Anche se in realtà da un paio di anni ad Agosto viene presa d'assalto da un gran numero di turisti cosiddetti "alternativi"). Comunque sull'isola non c'è un'unica strada, per cui non arriva nessun veicolo a motore. E' un ex vulcano, una sorta di piccola montagna piantata in mezzo al mare e ogni spostamento si effettua sui terrificanti gradini che salgono e scendono... una fatica tremenda! Ma ovviamente più si sale più il panorama è magnifico... insomma comprarsi una casa al mare ad Alicudi non ha un gran senso. Tanto dopo quattro, cinque giorni, ti sei abituato alle grandi sfacchinate che ti devi fare per intraprendere qualsiasi cosa e in fin dei conti, trovarsi all'imbrunire, sul terrazzo di casa, con di fronte solo il mare, le altre isole e la Sicilia, con nessun rumore che non sia la natura, è a dir poco impagabile! Davvero, i primi giorni, quando arrivi dalla città con la confusione nel cervello, quel gran silenzio sembra quasi irreale!
D'inverno sull'intera isola, vivono 30 persone, tutte in qualche modo imparentate tra loro e vi lascio immaginare che sono tutti quantomeno MOLTO particolari! Comunque, se c'è una cosa che si può dire a loro favore è che tutti, uomini e donne di tutte le generazioni cucinano Divinamente, davvero! Sull'isola esiste un solo ristorante ma se si prenota, tutti gli Alicudari cucinano a casa loro su richiesta. Se qualcuno di voi dovesse capitarci, gli consiglio vivamente di fare il tour gastronomico dell'isola, in particolare non fatevi sfuggire Marinello. E' un tipo alquanto schivo sposato con un'ex brigatista, che si rifugiò ad alicudi per sfuggire alla giustizia e che oggi fa la postina (questo almeno è quel che si narra, e di storie così potete passarci nottate intere ad ascoltarne!) Il fratello di Marinello invece era un cercatore di rubini in colombia e ha lavorato per anni nella villa di Versace, anche se nessuno è mai riuscito a capire quali fossero le sue mansioni (questo giusto per farvi capire un pò che genere di personaggi si incontrano sull'isola degli scalini!), ma veramente, se riuscite a sedervi alla sua tavola, potrete dire di aver raggiunto la felicità!
Queste polpettine vengono da qui, tramandate di generazione in generazione, finchè una signora non ha deciso di scrivere un libro, una raccolta di ricette della cucina eoliana, divise in isole di provenienza! Il nome della signora e il titolo del libro non me li ricordo, e non so neanche se la mia ricetta corrisponda esattamente a quella del libro, perchè ovviamente poi ognuno la fa a modo suo e saranno di sicuro sempre Le Migliori Polpettine Di Melanzane delle Eolie!

POLPETTINE DI MELANZANE ALL'EOLIANA

3 melanzane di quelle tonde viola chiaro (Io qui ho utilizzato quelle lunghe ma son molto meglio le altre!)
pane secco inzuppato nel latte
1/2 bicchiere di uvetta fatta rinvenire in acqua
2 manciate di pinoli (io ho messo le mandorle perchè non li avevo ma, idem come sopra, meglio i pinoli!)
1 uovo
3 rametti di menta fresca tritata
farina per impanare
olio EVO per friggere

Tagliare le melanzane a dadini, metterle in un colapasta, salarle e lasciarle sgocciolare per un paio d'ore. Strizzarle bene e passarle 10 minuti sul fuoco in una padella antiaderente (SENZA aggiungere alcun tipo di liquido!). Farle raffreddare ed unire poi tutti gli ingredienti in una ciotola. Formare delle piccole polpettine tonde, rotolarle nella farina (la farina impedirà che si inzuppino d'olio) e friggere in olio Evo.



sabato 3 ottobre 2009

INSALATA DI RUCOLA SELVATICA, CAPRINO E MELOGRANO



In realtà per il week end volevo lasciarvi un'altra cosa, ma purtroppo non ho proprio il tempo necessario a scrivere un post lungo e dettagliato, quindi sarà per la prossima settimana. Oggi viene a trovarci la nonna da Roma, ops per la precisione tra mezz'ora e non siamo neanche ancora ben svegli! Scusatemi: l'ennesima insalata... vedrete che so anche cucinare! Hahaha
Comunque l'idea del melograno l'ho presa dallo spilucchino, poi variata a modo mio!

INSALATA DI RUCOLA SELVATICA, CAPRINO E MELOGRANO

Rucola selvatica (io l'ho piantata in giardino... se avete terrazzo, balcone o qualsiasi cosa ve la consiglio vivamente: è buonissima, niente a che vedere con quella comprata, e non riuscireste a sterminarla neppure volendo: cresce, si moltiplica, non c'è verso di fermarla!)
Chevre (sempre quello vero, sodo e bbuono!)
Melograno (i chicchi, fate attenzione a togliere per bene il bianco che non è mica buono!)
Io l'ho condita solo con olio EVO e sale perchè i sapori son già forti e decisi di loro!
Ora corro a vestire me, i bimbi, pulire il bagno, passare la scopa.... aaaaaaaaaaaaah.... ciao!


Eccola... per poco non me la scordavo!